Saldo negativo per le imprese artigiane del teramano

TERAMO – Edilizia ed effetto sisma “drogano” il numero delle imprese artigiane in Abruzzo, altrimenti costrette a segnare il passo sotto gli effetti della crisi. E’ quanto rileva una ricerca condotta dal centro studi della Cna abruzzese, coordinato da Aldo Ronci, relativamente ai primi nove mesi del 2010. Tra gennaio e settembre scorso, afferma lo studio realizzato sui dati diffusi da Movimprese di Infocamere, «il saldo attivo tra imprese iscritte e cancellate, relativamente all’artigianato,  è stato pari a 171 unità: un dato oggettivamente positivo che risente, però, dell’ incremento di imprese avvenuto a causa del sisma in provincia dell’Aquila. Un incremento assorbito quasi per intero dal settore delle costruzioni».
Che questa sia la chiave di interpretazione delle variazioni registrate dall’Albo dell’artigianato in Abruzzo, lo confermano anche le performance negative di due importanti province abruzzesi, come Teramo che vede un saldo negativo di 28 unità, con cadute nell’industria, le costruzioni, le riparazioni ma anche Chieti. Considerata come l’area più industrializzata d’Abruzzo, segnala un saldo negativo, sempre nel settore dell’artigianato, pari a -51, che è superiore perfino a quello dei primi tre trimestri del 2009 (-24). “Una variazione – sostiene il coordinatore del centro studi, Aldo Ronci – c’è stata e segna un inversione di tendenza, seppur modesta, rispetto ai primi tre trimestri dell’anno precedente, quando il saldo era stato addirittura negativo, con 216 unità in meno. Tuttavia, si tratta di un dato solo apparentemente positivo, perché ad influenzarlo è soprattutto l’ incremento di imprese del settore delle costruzioni provocato dal sisma del 2009. Cifre alla mano, L’Aquila ha infatti realizzato un incremento di 163 unità, dovuto quasi esclusivamente all’edilizia (+192), mentre in tutti gli altri settori si registrano decrementi”.

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