"Il plasma? Non è un televisore". La Fidas compie 50 anni

TERAMO – La Fidas di Teramo festeggia domenica 14 novembre i suoi  50 anni di attività con un varietà allestito da Nuove Armonie alle 21 al Parco della Scienza. L’associazione dei donatori di sangue, che conta circa 4 mila donatori attivi (periodici) intende così rendere omaggio non solo all’esperienza maturata nella solidarietà, ma soprattutto avvicinare i più giovani a un gesto che, come evidenziato dal presidente Pasquale Di Patre, “non costa nulla, ma è prezioso”. E sono proprio i più giovani, i donatori potenzialmente migliori, a ignorare l’importanza di un gesto che in molti paese del mondo è ancora legato al corrispettivo di un pagamento per il sangue donato. Sconcertano infatti le testimonianze dei ragazzi, raccolte in un video prodotto dal coordinatore di Nuove Armonie, Enrico Melozzi, che interrogati a rispondere su “Cos’è il plasma e dove si compra” rispondono più facilemte “Un televisore, al centro commerciale”. Lo spettacolo proposto in collaborazione con giovani e talentuosi artisti teramani si propone proprio di rimettere al centro dell’attenzione dei ragazzi un tema di solidarietà ma anche legato alla saluta, la propria e quella degli altri. Oltre a spazi musicali che si avvalgono del contributo di pianisti come Paolo di Sabatino e Massimiliano Scatena, ci saranno momenti dedicati alla recitazione resa dai volti noti della scena italiana come Elisa Di Eusanio e Giacinto Palmarini, ma anche momenti di intrattenimento affidati alla comicità di Vincenzo Olivieri. Presentatori della serata il duo di Nuove Armonie, Enrico Melozzi e Mauro Baiocco. L’iniziativa sarà preceduta sabato dalla presentazione di un volume sui 50 anni di attività della Fidas di Teramo nell’aula consiliare del Palazzo di Città e dall’assemblea annuale con la premiazione dei donatori al Di Poppa. E’ infine nuovamente tornato sulla polemica della disponibilità del Teatro Comunale Enrico Melozzi. Una polemica dalla quale ha preso le distanze la Fidas e che nuovamente ha visto Nuove Armonie puntare il dito sulla gestione del Teatro Comunale. “Non può esserci negata una struttura che per la stessa definizione di “comunale” andrebbe messa a disposizione della collettività, specialmente se in ballo c’è la solidarietà”

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