Opere per i 150 anni dell'Unità: Teramo Nostra è critica

TERAMO – Sulle iniziative organizzate per la celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia interviene anche l’Associazione culturale Teramo Nostra. Mentre si plaude alla decisione di collocare un busto al maggiore dei Cacciatori del Gran Sasso, Antonio Tripoti, qualche dubbio viene sollevato circa l’utilità di farne un altro per il triumviro della Repubblica Romana e mazziniano Aurelio Saliceti. Secondo Teramo nostra si tratta di un duplicato: «Saliceti già dal 1880 è stato onorato e dalla nostra associazione più volte ricordato con il relativo busto marmoreo nella Villa Comunale ‘Stefano Bandini’, di cui esiste una copia al Pincio di Roma». Non sarebbe il primo caso di copie e duplicati, scrive Teramo Nostra: «E’ il caso di Gabriele D’Annunzio, presente nel giardino della Banca di Teramo e a 200 metri di distanza ai Tigli. Tra l’altro sempre nella zona dei Tigli andrebbe onorato, con gli altri grandi abruzzesi, anche Riccardo Cerulli, storico del primo e secondo Risorgimento». L’Associazione suggerisce l’istituzione di una commissione tecnico-artistico-estetica per valutare «oggettivamente le opere da posizionare nell’ambito urbanistico, per evitare anche le continue rimozioni: dissentiamo – aggiungono i componenti di Teramo Nostra – ad esempio, sul posizionamento del monumento a Giuseppe Garibaldi in piazza della Libertà a POrta Madonna in sostituzione dell’opera di Francesco Perilli. Non discutiamo la fattura e la qualità del monumento, ma riteniamo sicuramente inadeguati lo spazio antistante di Porta Reale e le proporzioni inferiori rispetto al vicino monumento al partigiano di Murer. L’eroe dei due mondi era stato già celebrato, tra l’altro, con una lapide ed un medaglione con bassorilievo bronzeo del mianese Eusebio De Rubeis, nella piazza più grande della città».

 

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