Ruffini accusa il centrodestra sui precari dell'Arit

TERAMO – Il consigliere regionale del Partito democratico, Claudio Ruffini, è vicino alle 40 famiglie dei dipendenti dell’Arit di Tortoreto che sono rimasti senza un posto di lavoro. Le responsabilità, secondo Ruffini, sono del centrodestra che «inspiegabilmente ha deciso di salvare alcuni precari piuttosto che altri». «Quasi tutte le direzioni della Regione e gli enti regionali – ricorda Ruffini -, dopo l’approvazione dell’emendamento salva precari nel luglio di quest’annio, prorogarono i contratti ai co.co.co. tranne che per i precari del Sistema Informatico regionale ed appunto per i lavoratori dell’Arit»,. Successivamente, il centrodestra ha sempre bocciato iniziative presentate del Pd su questa materia, sia nel novembre scorso che con un emendamento in sede di approvazione della Finanziaria 2011. «Però la Regione nel frattempo – aggiunge il consigliere regionale Pd -, ha autorizzato l’Arit ad assumere 15 lavoratori tramite un concorso riservato ad ex co.co.co.». Una decisione che ha paralizzato l’Arit perchè non rispetta le previsioni di legge secondo cui l’80 per cento del personale dovrebbe essere del profilo tecnico e non amministrativo: «Attualmente l’Arit – sostiene Ruffini – non ha assunto alcun informatico per concorso pubblico regolarmente espletato e non ha potuto prorogare i circa 40 co.co.co, tutti di profilo tecnico, per mancanza di trasferimenti di risorse da parte della Regione. Il centrodestra manda a casa i precari anche se provengono da una selezione pubblica per sostituirli con persone vicine alla propria appartenenza politica, in barba ad ogni scelta meritocratica spesso annunciata dal presidente Chiodi».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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