Verrocchio: «Non chiudete l'agorà della democrazia»

TERAMO – Tra l’ironia di Rifondazione Comunista, qualche commento circa la sua incostituzionalità, attraverso le preoccupazioni di chi l’ha pensata, ricordando gli incidenti in pieno centro, e non ultimi i ricordi di quel clima di violenza caratteristico degli ani ’70, la discussione sull’istituzione delle zone rosse in città da parte del prefetto Eugenio Soldà sta riempiendo le cronache di questi giorni, alla vigilia della richiesta e negata assemblea di piazza di Rifondazione. Oggi arriva un altro contributo, stavolta dal segretario provinciale del Partito democratico, che a proposito di ordinanza sulle zone rosse, ha scritto una lettera al prefetto, di cui vogliamo riportare il testo integrale.

Ill. mo Sig. Prefetto, da quando S.E., d’intesa con il Sindaco di Teramo, ha voluto creare una “zona rossa permanente” che comprende l’intero centro storico cittadino ed in cui si vieta, di fatto, la libertà di manifestazione, il Partito Democratico ha lasciato trascorrere un po’ di tempo per riflettere meglio sul provvedimento prefettizio, soprattutto in un’ottica di collaborazione e di comprensione per le ragioni di S.E.

La nostra analisi, seppur condotta con lo spirito di cui sopra, ci ha portato comunque a dover necessariamente stigmatizzare il divieto di organizzare tutte le manifestazioni pubbliche “dirette a richiamare l’attenzione su particolari problematiche o a rappresentare alle Istituzioni ed all’opinione pubblica dissensi e proteste”.

Questo, in altri termini, vuol dire che nessuno – nella zona rossa – potrà rappresentare problematiche o pensieri non conformi alle attuali maggioranze politiche e amministrative.

Ma la “zona rossa” è storicamente, per Teramo, l’agorà, il luogo della democrazia, il centro economico e politico della città e, dunque, manifestare in zone periferiche toglie ogni significato simbolico all’eventuale protesta civile.

Il PD, pur contrario ad ogni forma di violenza, non può accettare una limitazione così forte ai princìpi costituzionali che garantiscono, in Italia, l’espressione democratica.

Pur comprendendo la ratio del decreto che Lei ha sottoscritto, teso a placare il clima di paura, il Partito Democratico di Teramo ritiene che il “far di tutta l’erba un fascio” non sia il rimedio migliore da assumere.

Il PD, per questa ragione, si appella a Sua Eccellenza il Prefetto, affinché venga rimodulato il decreto in oggetto per tutelare le libertà previste dagli art. 17 e 21 della nostra Costituzione, considerando che tutte le manifestazioni pacifiche, che si sono svolte da sempre in città, sono state e continuano ad essere uno dei migliori strumenti del confronto democratico.

In definitiva pur convenendo con quanto previsto dalla direttiva del Ministero dell’Interno datata 23 gennaio 2009 che affida al Questore il potere discrezionale di autorizzare o meno, di volta in volta, manifestazioni che possono incidere negativamente sull’ordine pubblico, non crediamo necessaria nella nostra piccola realtà l’istituzione addirittura di una “zona rossa permanente”.

La Segreteria provinciale
Robert Verrocchio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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