False richieste per cittadini stranieri, in manette due professionisti

TERAMO – Tre persone, tra le quali un ragioniere commercialista e un consulente del lavoro, sono stati arrestati a Teramo dai carabinieri della stazione di Sant’Egidio alla Vibrata in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Teramo, Giovanni De Renzis, per concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina finalizzata all’ingiusto profitto e falso ideologico. Francesco Aquilani, 51 anni, ragioniere, Roberto Di Francesco (52), consulente del lavoro, entrambi di Civitella del Tronto, e Mohammad Kapil (32), del Bangladesh, domiciliato a Terni, avrebbero ‘costruito’ false richieste di ingfresso in Italia di lavoratori extracomunitari, di numerose nazionalità, formando istanze sottoscritte da artigiani e imprenditori del teramano che risultavano all’oscuro delle stesse. In dieci mesi di indagini, i militari teramani hanno ricostruito come irregolari perchè false, 250 pratiche di gestione dei flussi migratori, relative alle posizioni di circa 300 cittadini extracomunitari. Secondo le accuse, le tre persone avrebbero ricavato da ogni pratica cifre comprese tra i 7 e i 10mila euro. Vasta documentaione, durante le indagini, è stata visionata e sequestrata negli studi professionali che i due teramani, gestiscono sia a Sant’Egidio che a Teramo. Un contributo importante alla ricostruzione dei fascicoli e delle dinamiche alla base delle false istanze di ingresso in Italia sarebbe stato fornito da una delle segretarie del ragioniere commercialista, A.D. (31), che nell’indagine è stata denunciata a piede libero per il concorso negli stessi reati. L’indagine è partita da un controllo effettuato dal personale del centro unico per l’immigrazione, che ha convocato un imprenditore per la regolarizzazione di una delle 17 istanze che risultava aver presentato per l’ingresso in Italia di altrettanti lavoratori stranieri: lo stesso ha conosciuto la sua ‘posizione’ soltanto in quel momento, disconoscendo tutte le richieste presentate a suo nome. I tre sono stati rinchiusi nel carcere di Castrogno a disposizione del magistrato, in attesa dell’interrogatorio di garanzia dinanzi al gip.

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