Scuola, tagli alle dirigenze: "Ecco cosa cambia"

TERAMO – “Non è vero che con il dimensionamento scolastico non cambia nulla”. A replicare alle motivazioni rese dall’assessore regionale all’istruzione Paolo Gatti sulle scelte operate nella soppressione delle dirigenze scolastiche è una nota diffusa dal personale docente e non docente dell’istituto Cerulli di Giulianova. Quella che segue è la loro presa di posizione:

“Vogliamo rispondere all’assessore Gatti che chiede: ”Cosa cambia per gli studenti e per le famiglie di Giulianova?”
Cambia la gestione della scuola. Vogliamo ricordare che non stiamo parlando di un liceo, dove la gestione, seppur complessa, non si puo’ paragonare alla realtà degli istituti tecnici e/o professionali. La specificità dell’insegnamento tecnico è che l’attività teorica è supportata dall’attività laboratoriale ( nel nostro istituto ci sono 15 laboratori) e nei professionali l’attività didattica è basata sull’utilizzo di laboratori (ne sono 10 all’IPSIA) nonché sulla frequenza di stage formative formativi presso aziende del territorio. Anche l’Istituto Crocetti ha sicuramente altrettanti laboratori e attività relative. Da ciò consegue la presenza di uffici tecnici, responsabili e assistenti di laboratorio e insegnanti tecnico/pratici. In un liceo per attivare un nuovo corso basta valutare se ha aule e personale docente, invece in una scuola tecnica o professionale si deve valutare, oltre alle aule e al personale, anche la presenza di laboratori e strumentazione adeguata; per tale motivo si devono preventivare ogni anno spese di manutenzione, adeguamento e innovazione, oltre all’acquisto del materiale di consumo necessario per il normale funzionamento. Un liceo può avere anche più di 1000 studenti, vediamo l’esempio che viene riportato dall’assessore Gatti di un liceo di Avezzano con 1350 alunni, ma dobbiamo vedere quanti indirizzi ha la scuola in questione, quanti dipartimenti, ha laboratori? Quant’è la spesa annuale per i laboratori?
Cambia la qualità che ne consegue
. E’ noto che le scuole sovradimensionate delle aree metropolitane sono di difficile gestione e che il funzionamento della scuola diventa l’unico obiettivo, talvolta anche a discapito della qualità. Le scelte effettuate non sempre riescono a soddisfare in modo uniforme i bisogni formativi di una così eterogenea e numerosa utenza.
Cambia l’ambiente scolastico.
Nel nostro istituto sono già presenti alunni provenienti da realtà vicine ma più problematiche. Le famiglie hanno mostrato soddisfazione per la realtà trovata: un ambiente tranquillo e sereno favorisce il processo di crescita sociale e morale degli alunni affiancandole nel difficile compito educativo genitoriale".

 

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