Rifiuti, tra gli arrestati a Napoli anche un commissario in Abruzzo

TERAMO – C’è anche Gianfranco Mascazzini, ex direttore generale del Ministero dell’Ambiente, e attuale commissario in Abruzzo per la gestione di 40 milioni di euro finalizzati a interventi per far fronte al rischio idrogeologico, tra le 14 persone arrestate a Napoli, nell’ambito dell’operazione contro reati ambientali, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. A Mascazzini è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. La nomina dell’ingegnere – di competenza ministeriale – era stata comunicata lunedì scorso dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, nella presentazione dell’accordo di programma quadro tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione relativo al rischio idrogeologico. Nel corso delle indagini che hanno portato portato all’arresto di 14 persone accusate di associazione per delinquere, truffa e reati ambientali (tra le quali l’ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, Marta Di Gennaro e il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario straordinario per i rifiuti in Campania) è stata accertata l’esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del percolato (rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell’ambiente. Il percolato veniva immesso senza alcun trattamento nei depuratori dai quali finiva direttamente in mare, contribuendo ad inquinare un lunghissimo tratto di costa della Campania, dal Salernitano fino al Casertano.

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