Il carrozziere truffato dal ragioniere: «Una vita rovinata»

TERAMO – «Mi ha rovinato la vita… Ho moglie e tre figli piccoli e un capannone che in molti mi invidiano, frutto di tanti anni di sacrifici: adesso lavoro per ricominciare daccapo e per non perdere la mia attività». Fa l’artigiano Emidio, un carrozziere apprezzato e da sempre abituato a lavorare sodo. E’ anche lui una vittima del ragioniere commercialista infedele, oltre al noto medico e una fiorista, ma la lista si allunga giorno dopo giorno: al momento sembra siano una quarantina, tra professionisti, artigiani e commercianti. Tutti con lo stesso metodo: denaro consegnato per saldare i tributi, le tasse, l’Iva, mai versati però nelle casse dello Stato. Anche Emidio ha presentato una denuncia alla Procura di Teramo, «spero soltanto che lo bastonino in una maniera adeguata, che sia fatta giustizia, soprattutto perchè serva da monito a tanti altri che potrebbero cadere nella stessa rete». Ottantamila euro, ammonta a tanto, euro più euro meno, l’ammanco subito dall’artigiano. Che ha scoperto nell’agosto 2010 una truffa che andava avanti dal 1999, grazie a una cartella esattoriale da 30mila euro e una ipoteca sul capannone. «Anche in quel caso come ogni voltsa che andavo da lui con qualche avviso il ragioniere mi ha tranquillizzato: sono errori dell’Agenzia delle entrate, ci penso io: stavolta non mi sono fidato e a dicembre un amico mi ha accompagnato all’Agenzia e ho fatto l’amara scoperta, che non solo le tasse della società ma anche delle persone fisiche: 40mila euro per l’officina in società, circa 20mila per me e 27mila per mio fratello. Non solo: ho rischiato anche una denuncia alla procura per non aver saldato una multa di un centinaio di euro con l’Inps per la posizione di un apprendista…». Ha cercato un confronto con il ragioniere, ma lui ha «fatto scena muta». Era andato a trovarlo per avere chiarimenti assieme ad un altro amico, «un suo compaesano, titolare di una piccola ditta che fa infissi in alluminio, anche lui truffato: 6.500 euro più il fermo amministrativo sul Doblò con cui lavora…». Non era mai stato all’Agenzia delle entrate a chiarire la posizione del suo cliente: ma perchè e soprattutto, con quanti clienti? «Ogni tanto lo faceva con me altre con qualche altro cliente, a seconda di quanto gli serviva. Perchè? Io sospetto che lui abbia dei problemi gravi di denaro». Emidio adesso sta contattando piano piano quelli che sa essere nella sua stessa posizione: «Voglio far capire loro che più siamo più riusciamo ad avvertire tanti altri ed evitare il ripetersi di queste vicende. Tra l’altro, sappiamo che possiamo ricorrere alla possibilità di congelare sanzioni e more per cui è importante far emergere il problema».

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