Artigiani nelle mani dell'usura, Teramo ad alto rischio

TERAMO– Teramo è la terza provincia italiana, dopo Pescara e Prato per andamento dei prestiti e dei fallimenti e di esecuzioni immobiliari. A lanciare l’allarme è l’Arco Consumatori intervenuto sugli indicatori economici di un documento, intitolato “Le mani della criminalità sulle imprese”, redatto da Confesercenti e Sos Impresa dal quale emerge un forte tasso di rischio di incontro tra offerta e domanda di denaro sul terreno dell’illegalità. A questo proposito Franco de Angelis, responsabile provinciale di Arco consumatori per Teramo, sarà ricevuto domani dal Prefetto Eugenio Soldà per chiedere un’azione istituzionale che predisponga e implementi gli strumenti operativi per salvare gli artigiani e i commercianti dai fallimenti, dall’usura e dal racket. Secondo l’associazione il problema a Teramo per le aziende sarebbe particolarmente grave a causa del fatto che nessuna cooperativa e confederazione artigiana riesca a dare un supporto agli associati per la soluzione di questi problemi. “I confidi teramani – si legge in un comunicato diffuso da Arco – oltre a non essere completamente in regola con Basilea 2, sono troppo piccoli, poco trasparenti, e non si trovano più nelle condizioni di svolgere secondo le regole il compito originario per cui erano nate: evitare che gli artigiani finissero nelle mani degli usurai. Alcune di queste organizzazioni – conclude Arco consumatori – non sono in grado nemmeno di istruire le pratiche che inoltrano alle banche per conto degli artigiani ma chiedono lo stesso il pagamento delle spese”.

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