Teramo meno piccola nel Consorzio agrario d'Abruzzo

TERAMO – Terminata la fase di commissariamento affidata a Manola Di Pasquale, il Consorzio agrario di Teramo ha aderito a un progetto di sviluppo più ampio ed è entrato a far parte, insieme al consorzio interprovinciale di Chieti-Pescara e l’Aquila di un unico organismo, il Consorzio agrario d’Abruzzo. A guidarlo è il presidente Domenico Pasetti, oggi a Teramo, per presentare nel corso di una conferenza stampa finalità e obiettivi del nuovo organismo che raccoglie intorno a sè circa 10mila imprese agricole e del quale fanno parte circa 300 soci equamente distribuiti tra le 4 provincie. Il filo conduttore che ha portato alla fusione delle realtà consortili è l’esigenza di creare sul territorio entità strutturate e dimensionate in modo tale da poter fornire prodotti, servizi e assistenza al mondo agricolo in un contesto economico fortemente competitivo e penalizzato da una concorrenza sleale. Per Pasetti la costituzione del Cada permette dunque, attraverso attività complementari, l’ottimizzazione su base regionale dei mezzi tecnici e dei servizi finanziari, commerciali, creditizi e assicurativi. Il nuovo organismo diventa così punto di riferimento regionale per il ritiro e lo stoccaggio dei cereali, con due grossi centri di stoccaggio: uno a Sambuceto (con una capacità di oltre 100 mila quintali) ed uno a Bellante, (con una capacità di oltre 150 mila quintali). Sempre a Bellante, il consorzio è dotato di un centro per la selezione certificata delle sementi (uno delle più importanti di Italia). Allo scopo di orientare la produzione di cereali su caratteristiche qualitative ben determinate e certificate, il Consorzio propone contratti di coltivazione ai produttori agricoli, con la divulgazione delle migliori tecniche agronomiche e di assistenza tali da consentire loro di migliorare la qualità e conseguentemente l’aumento della redditività aziendale. Il presidente Pasetti ha poi messo in evidenza come su 20 dipendenti dell’organismo, 9 siano agronomi. Per il presidente questo è un segnale di attenzione verso una consulenza che spinge su contributi più tecnici e sulla ricerca scientifica perseguita anche dalla collaborazione avviata con la Facoltà di Agraria dell’Università di Teramo. Orgoglioso delle ambizioni del nuovo organismo, Pasetti ha infine precisato che la fusione in un’entità regionale unica non ha sminuito in termini di rappresentatività nessuna delle realtà consortili originarie. “Il Consiglio d’amministrazione del Cada – spiega il presidente – è formato da 7 componenti: un consigliere per ogni provincia (ad eccezione di Teramo che ne ha due), ai quali si aggiungono il presidente e un consigliere con funzioni tecniche. Da rilevare che Teramo, oltre ad avere due consiglieri, vanta anche la vicepresidenza”.

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