Smentita l'indagine su Piccone e il clan dei Casalesi

L’AQUILA – «Apprendo una notizia totalmente infondata e inesistente, di cui non ho nessun segnale nè formale nè informale lo apprendo dai giornali e da un giornalista che non è nuovo a queste boutade". Lo afferma il
senatore Piccone ad inizio conferenza stampa convocata per commentare la notizia lanciata ieri sera dal sito internet del quotidiano La Repubblica secondo cui il coordinatore regionale del Pdl sarebbe iscritto nel registro degli indagati con la pesante accusa di aver favorito l’ingresso dei Casalesi nella ricostruzione post terremoto, una inchiesta portata avanti dalla Procura distrettuale antimafia dell’Aquila. "La notizia è stata smentita dalla Procura dell’Aquila – ha continuato il senatore Piccone – ma poi parleremo anche nel merito di questa vicenda nel senso che ha smentito una cosa che è fantasiosa, inesistente e priva di fondamento, se mi avessero accusato come diceva Salvemini di aver rubato la Madonnina dal Duomo di Milano sarebbe stata più plausibile di questa notizia". Alla domanda relativa alla intercettazione Piccone ha risposto "una volta si usavano i pentiti oggi si usano le intercettazioni, basterebbe tra due persone nominare una terza persona che è assolutamente all’oscuro di quello che si dice per renderla poi persona indagata e coinvolta nei fatti. Credo che sia una stortura alla quale si deve assolutamente porre rimedio. Io non ho ovviamente mai avuto contatti con nessuna azienda fuori da questo territorio tantomeno con aziende collegate a chicchessia, tantomeno con aziende napoletane o campane, non so di che cosa stiamo parlando". Alla conferenza stampa in corso nello studio dell’avvocato Antonio Milo, legale di Piccone, stanno assistendo tra gli altri il coordinatore provinciale dell’Aquila del Pdl, Massimo Verrecchia, l’ex capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Gianfranco Giuliante, attuale assessore regionale, e il consigliere regionale del Pdl Riccardo Chiavaroli, unitamente a numerosi esponenti del Pdl della provincia dell’Aquila.

 

 

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