Cavaliere di Malta? No, è una "patacca"

TERAMO – Una onorificenza è sempre qualcosa che dà prestigio, soprattutto in piccoli centri dove tutti conoscono tutti. Basti pensare alla corsa per diventare cavaliere della Repubblica. Ma che i arrivi anche a pagare e farsi prendere in giro, con tanto di amplificazione della notizia ai media locali, beh questo non lo avevamo ancora registrato. E’ successo oggi: comunicato stampa con cui ci si annuncia che Vincenzo Misuraca, bancario e scrittore per hobby, presidente del Teramo Rugby, insomma uno non proprio in seconda fila nella vita cittadina, è stato… quasi incoronato del titolo onorifico di Cavaliere di Malta, come sinteticamente si usa definire l’appartenenza al Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta. Cerimonia solenne nella suggestiva cornice del Castello di Veroli con tanto di descrizione storica dell’Ordine (potete leggere l’articolo in questa home-page). Bene, complimenti al neo Cavaliere. Ma ahimè, si tratta di una "patacca". Ovvero, una onorificenza l’avrà pure ricevuta, Misuraca, e forse anche a pagamento, ma di sicuro non dall’Ordine di Malta. In serata la smentita dell Sovrano Militare Ordine, per mano del direttore ufficio comunicazione, Eugenio Ajroldi di Robbiate: «Teniamo ad informarvi, per evitare ogni possibile confusione, che il signor Vincenzo Misuraca non è un membro del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme di Rodi e di Malta, comunemente conosciuto anche come Ordine di Malta o Cavalieri di Malta. Ci sentiamo in dovere di avvisarvi – continua Ajroldi di Robbiate – che ci sono persone ed organizzazioni che in tutto il mondo fanno uso del nostro nome o di nomi similari al nostro per finalità lucrative o personali non collegate con gli scopi e la tradizione dell’Ordine di Malta. Questi organismi e associazioni perseguono soprattutto scopi di lucro ed oltre a creare equivoci e confusione, danneggiano la buona fede di quanti vi finiscono coinvolti». Evitiamo ogni commento, come abbiamo spiegato anche ai diretti interessati. E ci scusiamo con i nostri lettori per il pesce d’aprile arrivato con qualche giorno di anticipo…

 

 

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