Lotto O/ Brucchi emozionato: «Un bimbo col tricolore mi ha chiesto un autografo»

TERAMO – E’ stato un sindaco Brucchi al quale, forse per la prima volta in un intervento pubblico, è tremata la voce, rotta dall’emozione di un momento fin troppo importante per l’intera città. Alle sue spalle, sul palco allestito all’interno della galleria di via Conte Contin, un divertito Governatore lo ha seguito con il sorriso sulle labbra, quasi a sottolineare questo momento (giustificato) di defaillance del primo cittadino. Che alla fine della cerimonia ha confessato: «Sì ho sentito molto questo momento – ha detto Brucchi -. Avevo la voce che mi tremava, sapevo che stavamo scrivendo una pagina di storia della nostra città, di un’opera come ho detto nel discorso, di cui abbiamo rischiato di diventare definitivamente un cantiere chiuso e sepolto. E mi sono commosso quando un bimbo si è avvicinato a me, in pugno una bandierina tricolore, mi ha chiesto di autografargliela…». Ci è sembrato un discorso importante, significativo quello del sindaco, in apertura di cerimonia. Riteniamo che vada letto per intero, perc questo lo pubblichiamo integralmente di seguito:

«Scusate il ritardo, ma siamo arrivati,
Sì, lo so che il cerimoniale prevede che il Sindaco, prima di prendere la parola, porga i saluti alle autorità presenti, ma questa volta le autorità presenti mi perdoneranno se ho stravolto il cerimoniale, per aprire questo mio breve intervento, con quella che non è una battuta, ma il suggello di un momento di storia tutta nostra.
Per questo,
Signor SottoSegretario della Presidenza del Consiglio, Signor Ministro, Signor Presidente della Regione, Signor Prefetto di Teramo, Signor Presidente della Provincia, Signor Presidente dell’ ANAS, Sua Eccellenza il Vescovo, Amici Sindaci, Autorità civili e militari presenti
Amici teramani,
rinnovo e sottolineo:
scusate il ritardo, ma  ci siamo
Sì scusate il ritardo, ma con il fare non di chi perdona un torto subito, ma di chi sa di aver atteso un evento, contro il quale la sorte è sembrata accanirsi decine di volte ma, ed è questa la grande, profonda, verità di questo momento, quella sorte non è stata più forte di noi.
Per quanto malevola, quella malasorte non è riuscita a scalfire la nostra decisione. Nostra, di noi teramani tutti, come la perseveranza, la fermezza, la testardaggine  nel portare avanti questo progetto che abbiamo sempre considerato, noi oggi e tutti quelli che ci hanno preceduto, strategico per il miglioramento del traffico, quindi del muoversi in città, in ultima analisi, della stessa qualità del vivere a Teramo.
Provate a pensare… se non fossimo stati così decisi e convinti, cosa sarebbe potuto accadere. Se ci fossimo fermati, noi teramani, davanti ai primi colpi della sfortuna, questa strada oggi non avrebbe un nastro tricolore a salutarne la nascita, ma una transenna a chiudere un cantiere perduto per sempre.
La cronaca racconta, ogni giorno, storie di progetti, anche buoni, perduti poi nel tempo della realizzazione, fino a diventare mute testimonianze di una città che si è rassegnata. Non è così per noi.
Non è così per Teramo.
Noi non ci siamo rassegnati.
Teramo oggi festeggia la sua strada
Teramo oggi festeggia un traguardo raggiunto
Teramo oggi saluta il Lotto Zero non come incompiuta, ma come opera compiuta.
Certo, non è stato facile.
Anzi.
Questa strada, lasciatemelo dire con un pizzico di soddisfazione, è stata una sorta di incubo per almeno quattro Sindaci perché, ogni volta che sembrava sbloccarsi, e riprendere quindi il ritmo dei tempi del cantiere, qualcosa veniva a spezzare di nuovo quel ritmo e, d’un tratto, sembrava che si dovesse ripartire da capo.
No, non è stato facile
In campagna elettorale, quando abbiamo stilato il programma in dieci punti del mio progetto di città, nell’affrontare il problema del Lotto Zero, con la volontà di prendere l’impegno di inaugurarlo, devo confessare che per un attimo ci siamo fermati a riflettere… perché sembrava quasi incredibile poter dire che avremmo aperto il Lotto Zero.
Invece, ce l’abbiamo fatta.
E solo chi non vive a Teramo, e non conosce quindi la storia infinita del ventennio che ha accompagnato le vicissitudini di questo cantiere, non riesce ad intuire quanto, nelle mie parole, non ci sia enfasi, ma la consapevole soddisfazione del Sindaco di una città che ha voluto inseguire una scelta e portarla avanti, fino alla realizzazione. Fino ad oggi.
Decisivo è stato, in questo percorso, l’aiuto dell’Anas, nella persona dell’ Ing. Valerio Mele e  dei suoi collaboratori, con i quali abbiamo deciso, fin dai giorni successivi al mio insediamento a Palazzo di Città, di creare un tavolo permanente di confronto, perché il progetto del Lotto Zero non perdesse mai quella spinta propulsiva della quale aveva assoluto bisogno e che, forse, qualche volta negli anni era venuta  a mancare per le bislacche vicende della sorte.
Quel tavolo, posso dire oggi, è stato decisivo nella risoluzione di tutti gli imprevisti incontrati lungo il cammino, fino ad arrivare al momento  in cui avevamo capito che c’è l’avevamo fatta.
E ce l’avevamo fatta davvero.
E, sapete quando ho davvero capito che questo lungo viaggio si stava concludendo? Quando abbiamo rimontato la fontana, e sulla fontana la scultura di Mastrodascio, trasformando quella che noi abbiamo sempre chiamato “la fine dei Tigli” in una nuova porta della città. E’ stato in quel momento, con la “palla” montata e la fontana antica tornata a nuovo splendore, che abbiamo davvero percepito il senso della compiutezza dell’opera. E i tanti tra voi che, a sera, hanno già avuto modo di vedere le luci accese sulla fontana zampillante, intuiscono quale sia il senso di quel “ce l’abbiamo fatta”.
E ce l’abbiamo fatta anche grazie a…
Ing. Lelio Russo nuovo capo compartimento ANAS che ha validamente sostituito Valerio Mele
All’impresa ICS di Quintino Stanchieri;  se siamo qui oggi è anche merito suo; a te Cavaliere un grazie particolare
A tutte le maestranze che hanno lavorato sul lotto 0 anche quelle del passato
Ai miei uffici, tutti indistintamente, ed in particolare ai LLPP nella persona dell’Ass.re Giorgio Di Giovangiacomo: hanno fatto tutti la loro parte.
Ma soprattutto, e lo faccio qui, oggi, perché sia chiarissimo il mio sentire e quello della nostra città, ringrazio i teramani di Porta Romana, quelli che hanno conosciuto l’altra faccia della medaglia, subendo danni che certo nessuno avrebbe mai voluto arrecare, ma che oggi sono ferite che devono essere guarite. A loro, da questo palco, voglio dire oggi che non sono soli, che il Comune non li lascerà soli e che l’ulteriore traguardo da raggiungere tutti insieme è quello di poterli vedere rientrare nelle loro case, perché Porta Romana torni a rifiorire. Il mio grazie, per loro, è quindi una promessa di impegno.
Ma non basta.
Quello che inauguriamo oggi, lo sapete, è solo il primo tratto della nostra Tangenziale a Sud, quello che ci accompagnerà dal centro di Teramo all’autostrada e al mare, senza dover attraversare tutta la città, ma anche quello che ci consentirà di arrivare in centro dal mare e dall’autostrada, sgravando gran parte di quel flusso di traffico che grava su via Po.
Questa, però, è una strada progettata per somigliarci. Se è vero come è vero che Teramo è sospesa tra il mare e la montagna, il Lotto Zero ne segue l’indole, essendo una strada che schiude, al cuore della città, le porte del mare e quelle della montagna.
Oggi, quel secondo tratto, quello che da qui ci permetterà di arrivare in un attimo oltre la Cona e viceversa è ancora un cantiere.
Ma non lo sarà a lungo.
Forti dell’esperienza di questa ultima avventura vittoriosa, appena passato il traguardo di questa inaugurazione, non ci fermeremo a riposare, non guarderemo indietro con lo sguardo soddisfatto, ma guarderemo avanti, verso quel tratto ancora da ultimare, verso l’altra ala del Lotto Zero, che pretende il nostro impegno.
Il tavolo permanente, dunque, continuerà a riunirsi e a lavorare e a tappe forzate marceremo verso la realizzazione di quel secondo tratto, inaugurato il quale, finalmente, potremo dire di aver mantenuto una promessa fatta con i cittadini della nostra città più di venti anni fa.
Vorrei potervi dare una data, ma io – lo sapete – con le date ho un rapporto un po’ complicato… lasciatemi, però, fin da oggi rivolgervi l’invito all’inaugurazione del secondo e ultimo tratto del Lotto Zero, perché contiamo di farlo in tempi brevissimi.
Signor SottoSegretario della Presidenza del Consiglio, Signor Ministro, Signor Presidente della Regione, Signor Presidente dell’ANAS
Amici teramani,
Quel giorno, però, peccherò di immodestia, non vi saluterò con uno “scusate il ritardo” ma, se me lo consentite, con un più esaltante: “Benvenuti a Teramo, la città che mantiene sempre tutte le sue promesse…”
Viva Teramo, Viva l’Abruzzo, Viva l’Italia».

 

 

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