La Provincia porta a Roma i diversamente abili con un bus senza pedane

TERAMO – Ieri i comunicati ufficiali, le foto e le interviste in televisione: la lodevole iniziativa della Provincia di Teramo, di portare un gruppo di ragazzi disabili al campo di allenamento della Roma, a Trigoria, è stata segnalata con ampi spazi (e con tanto di cameraman televisivo al seguito). Oggi, con l’appassirsi della rosa, escono fuori le spine. Sottolineate da una lettera di un genitore che a Roma l’altrogiorno c’era, per accompagnare il suo ragazzo. Racconta di come è andata, oltre i comunicati ufficiali, da un altro angolo di vista. La pubblichiamo così com’è, inviataci dall’Osservatorio sulla disabilità della Federconsumatori di Teramo, senza commento: di solito si dice che prima di fare qualcosa di sbagliato, è meglio contare fino a dieci.

«La giornata si presenta subito in salita per i giovani disabili, si, quella dell’autobus (gentilmente offerto dall’Arpa). L’amara sorpresa è pressoché immediata per i tre ragazzi in carrozzella, il pullman non è di quelli atti all’ospitare ragazzi con diversa abilità. Nessuna pedana, nessun posto per la carrozzella. Come sacchi di patata, grazie all’autista dell’Arpa che si è prodigato oltre misura, caricati  sulle spalle  e fatti salire per la stretta scaletta.
Le autorità al seguito????…  Sì, ma non con il pullman, con due comode auto blu.
Ma i disagi e le problematiche non finiscono qui.
L’incontro con Totti ed i giocatori, di pochi minuti, in fondo, il tempo di farsi immortalare dall’addetto stampa della provincia (infatti, solo uno dei giocatori ha rivolto la parola agli astanti), avviene dopo tre ore, un’ora ai bordi del campo con divieto di parola anche. Due ore sotto al sole in attesa della “doccia” dei campioni, il tutto per quei tre miserabili minuti con facce tirate, per non dire scocciate.
Il preannunciato e pubblicizzato pranzo in un parcheggio, senza bagni, e si è concretizzato in un panino, una bottiglietta d’acqua e un’arancia.
Nulla questua all’iniziativa lodevole, ma che si debba assistere alla sua esaltazione mediatica non può che far esprimere la propria amarezza e la sensazione di sentirsi presi in giro, o meglio come oggetti di un circo mediatico a favore del potente di turno no… non ci consente di starci.
E’ giusto che il Prefetto sappia in cosa è consistito il pranzo da lui offerto, è giusto che l’Arpa, il suo presidente e consigliere Teramano, Flaviano Montebello, sappiano di aver fornito gratuitamente un pulman non all’altezza della situazione. E’ giusto che l’opinione pubblica e la stampa sappiano cosa sia veramente accaduto attraverso la testimonianza di uno dei presenti, un genitore».

Arturo D’Alessandro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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