Caro benzina, gli agenti di commercio chiedono tutele

TERAMO – Contro il caro-benzina e gli ulteriori aumenti applicati dalla Regione (2 centesimi in più a litro) per colmare il deficit della sanità prendono posizione gli agenti di commercio che chiedono misure specifiche a sostegno della categoria. E’ quanto si apprende da una nota diffusa da Franco Damiani, presidente di “Usarci” Teramo, l’associazione degli agenti di commercio, intervenute per chiedere tutele all’attività. “In Abruzzo siamo oltre 7mila agenti di commercio e percorriamo con le nostre auto oltre 420 milioni di chilometri all’anno – spiega Damiani -. Per lavoro consumiamo circa 35 milioni di litri di gasolio per un costo totale di oltre 50 milioni di euro. Abbiamo superato con fatica un 2008, 2009 e 2010, dove la crisi, combinata con la forte pressione fiscale e contributiva ha procurato un 30% in meno di ricavi. Per l’agente di commercio l’auto è uno strumento sostanziale, un ufficio mobile dove ogni giorno si percorre dai 190 ai 350 chilometri ma adesso con il caro benzina non c’è la facciamo più – prosegue il presidente di Usarci – gli agenti di commercio non usufruiscono degli ammortizzatori sociali, così rischiamo di perdere il lavoro”. Un problema, quello evidenziato dalla categoria, che sarà sottoposto all’attenzione dell’assessore regionale al Lavoro, Paolo Gatti e al ministro per le Politiche giovani, Giorgia Meloni, in occasione della sua visita a Teramo. “Basta con gli aumenti, bisogna riformare le norme che regolano l’attività, prevedere appositi benefici per l’acquisto del gasolio anche per il nostro settore – prosegue Damiani -. Attualmente viene riconosciuto solo per il settore trasporto, ma è arrivato il momento di equiparare gli agenti di commercio alle imprese commerciali, di ripristinare la riduzione della contribuzione Inps all’inizio dell’attività di agenzia e sostenere un formazione continua. La nostra professione – conclude Damiani – offre ogni anno un importante sbocco di lavoro per le giovani generazioni, un’alternativa al lavoro dipendente, sono certo che le istituzioni capiranno l’importanza di dover fare squadra”.

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