Trasporto pubblico, lavoratori e passeggeri lasciati a piedi

TERAMO – Preoccupazione esprime la Cgil di Teramo per i tagli sul trasporto pubblico contenuti nel piano di razionalizzazione previsto dall’Arpa a partire dal 1° aprile in attuazione della finanziara regionale e che prospetta una riduzione pari a 2 miliardi e 500 mila chilometri (dei quali 1milione e 500mila nel periodo non scolastico, ndr). Gravi le conseguenze evidenziate dal segretario generale della Cgil, Giampaolo Di Odoardo, per l’utenza. A titolo di esempio, basti pensare che percorrere la tratta Teramo – Cortino i passeggeri impiegheranno circa 2ore e 10 minuti sia all’andata che al ritorno, “quasi come raggiungere Roma” commenta con sarcasmo il segretario della Cgil che sottolinea inoltre come i servizi tagliati non interessano allo stesso modo le quattro province. Secondo Di Odoardo, Teramo e l’Aquila si sono viste tagliare circa 800mila chilometri ciascuna, a differenza di Chieti e Pescara che hanno perso circa 400 mila chilometri. Allarme diffonde il sindacato anche per quanto riguarda la posizione dei lavoratori con contratto di inserimento (in scadenzae) e per i maturandi scatti di anzianità in considerazione dell’assoggettamento dell’Arpa al patto di stabilità. “Ingiuste” le ricadute sui lavoratori del settore, dal momento che secondo la Cgil non sono equiparabili ai dipendenti del pubblico impiego. EIn accordo con il segretario Filt Cgil Abruzzo, Luigi Scaccialepre, Di Odoardo chiede all’assessore regionale ai Trasporti, Giandonato Morra, di ridurre i tagli, di rimodulare questi ultimi in modo uniforme tra le province e di non assoggettare i lavoratori del comparto ai vincoli previsti dal patto di stabilità. Per il sindacato, infine, oltre alle misure tempestive per affrontare l’emergenza, vanno affiancati piani di efficientamento aziendali e una riorganizzazione più ampia del settore.

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