Edilizia a picco, perdite del 70 % nel giro di 4 anni

TERAMO – E’ uno scenario che continua ad aggravarsi quello del comparto edile che a partire dal primo semestre 2010 ha continuato a registrare perdite significative negli importi e nel numero degli affidamenti pubblici, che sembrerebbero penalizzare particolarmente la proincia teramana. Nel confronto tra il 2009 ed 2010 l’ufficio studi dell’Ance di Teramo ha registrato in Abruzzo una riduzione del 39% degli appalti pubblici, passati dai 444 del 2009 ai 271 del 2010, a cui ha fatto seguito un calo degli importi complessivi delle gare appaltate del 35%, dai 208 milioni di euro del 2009 ai 139 milioni di euro del 2010. Analizzando i dati delle stazioni appaltanti delle singole province si può nota che a Teramo, dal 2007 al 2011 la riduzione del numero degli affidamenti è stata del 70% e degli importi del 76% (nel 2007 i bandi erano 152 per oltre 40milioni di euro, a dicembre 2010 ibandi emanati sono stati 45 per un importo di 9 milioni di euro). A soffrire maggiormente per la dilatazione dei tempi medi di pagamento e l’aumento del costo del credito bancario sono le piccole imprese, le i dimensioni variano da 1 a 5 addetti, che rappresentano quasi l’83% del tessuto imprenditoriale provinciale. Dalla indagine congiunturale dell’Ufficio Studi dell’Ance Teramo, che ha preso in esame i dati della Cassa edile, emerge infatti un quadro molto negativo, il cui trend era stato già in parte comunicato agli organi di informazione a consuntivo del primo semestre 2010.

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