Invece si, l'ospedale di Atri chiude

GIULIANOVA – Invece no, l’ospedale di Atri chiuderà. Almeno, lo si sostiene da Giulianova. Brucchi ha da poco confermato quanto Astolfi (il sindaco di Atri) aveva già detto e cioè che le notizie in possesso dei giornalisti erano false e che l’ospedale di Atri non chiuderà, ed ecco che “I componenti di maggioranza della Commissione sanità del Comune di Giulianova” firmano una nota in cui smentiscono Astolfi (ma non fanno cenno alla dichiarazione del presidente del comitato ristretto dei sindaci, Maurizio Brucchi). Ecco il testo del nuovo comunicato. “Le dichiarazioni rese dal sindaco di Atri, Gabriele Astolfi, non trovano il sostegno dei fatti, oltre a costituire un esempio palese di scarsa creanza politica e di deficitario rispetto istituzionale laddove si parla, testualmente, di “fantasie di una parte della classe politica giuliese”. La realizzazione del nuovo ospedale di Giulianova e l’accorpamento ad esso del nosocomio di Atri, infatti, non sono illazioni fantasiose, bensì parte di quanto riferito dal direttore generale Varrassi al cospetto dello scrivente e dei membri della Commissione Sanità, tenutasi nella Sala consiliare subito dopo la riunione del Comitato ristretto dei Sindaci. D’altronde, il direttore generale della ASL si è limitato a dare atto, su richiesta dei membri della Commissione Sanità, di quanto era stato dichiarato dall’allora Assessore regionale alla Sanità Venturoni in occasione del Consiglio comunale del 5 febbraio 2010, e consacrato a chiare lettere nel piano adottato dalla Regione Abruzzo. E cioè che dei cinque nuovi ospedali da realizzare nel territorio regionale, 1 è quello di Giulianova. Non si può non rimanere esterrefatti della disinvoltura con la quale il sindaco di Atri critica con accenti grevi la classe politica della nostra città peraltro sulla scorta di notizie vere ma che il primo cittadino di Atri tenta maldestramente di far passare come false, peraltro ignorando come tali dichiarazioni siano state rese dal manager Varrassi non in occasione del Comitato ristretto dei Sindaci, bensì nella riunione della Commissione Sanità”. Posizioni politiche, campanilismo, voci e smentite che si rincorrono da tempo e che, consentiteci il commento, appaiono decisamente fuori luogo in un momento tanto delicato. Ma tutti questi signori, prima di rivolgersi all’informazione, non potrebbero forse parlarsi tra loro? Comitati, assemblee e commissioni sembrano non far difetto per quantità. I cittadini si aspettano che dimostrino anche qualità.

 

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