Gli ospedali del teramano sono 4 e tanti rimangono

TERAMO – Dalla questione dell’ospedale “San Liberatore” di Atri al tema sempre molto sentito delle liste d’attesa, passando per la recente polemica sulla riorganizzazione del 118. Il convegno dal titolo “Le tue domande sulla sanità”, organizzato dall’associazione “L’Abruzzo al Centro”, che si è svolto stamattina alla sala polifunzionale della Provincia, ha contribuito a gettare un  po’ di luce su alcuni punti che in questo periodo stanno creando dibattiti e polemiche a non finire, generando un flusso di informazioni spesso in contrasto tra loro. “Abbiamo voluto organizzare questo incontro – spiega l’assessore regionale Mauro Di Dalmazio – partendo dalle domande dei cittadini, che abbiamo posto, con l’aiuto di alcuni giornalisti della carta stampata, direttamente al manager della Asl Varrassi e al Governatore Chiodi. Tutto questo in un momento cruciale per il settore, sia a livello regionale, dove abbiamo raggiunto una netta diminuzione del debito, sia a livello locale, dove, oltre al risanamento del bilancio, il manager Varrassi ha dato vita ad un piano aziendale che qualcuno, alla ricerca spasmodica di visibilità, sta criticando, sostenendo tesi assurde. Questo metodo non ci appartiene e non ci interessa”. Il convegno ha mostrato come le percezioni dei cittadini, raccolte attraverso oltre 200 questionari, corrispondano quasi perfettamente ai reali punti critici della sanità: in particolare la Asl teramana soffre il problema della mobilità passiva più alta di tutta la Regione, che, nel 2009, ha sfiorato il 25,9%. Di contro ha anche il minor numero di posti letto per abitante: solo 3,3 ogni mille. L’incontro, a cui hanno preso parte anche gli assessori regionali Federica Carpineta e Paolo Gatti, il senatore Paolo Tancredi, Lanfranco Venturoni, il presidente della Provincia Valter Catarra, e molti altri politici teramani e non, ha rappresentato l’occasione per chiarire la vicenda del “San Liberatore”. “ Gli ospedali sono quattro e rimarranno quattro – ha detto Varrassi –almeno fino a quando non ci sarà un atto della Regione che modificherà lo stato di cose attuale. Piuttosto dobbiamo ragionare sul coordinamento delle strutture e sulla creazione di una rete ospedaliera in cui ogni nosocomio abbia una propria vocazione specifica. Abbiamo chiari i nostri obiettivi, così come le criticità da affrontare, a partire dal servizio di radiologia, dove ci sono tecnologie carenti, fino ad arrivare al Pronto soccorso di Teramo, dove manca un primario. Allo stesso tempo però devo dire che ci sono reparti, come Cardiologia, dove gli esami vengono fatti quasi in tempo reale”. Il manager è intervenuto anche sui tempi di attesa al Pronto soccorso. “Il 50% delle persone che si recano nei 4 nosocomi provinciali non ne avrebbe bisogno. Si tratta infatti di Codici bianchi che possono essere trattati tranquillamente aumentando la presenza di strutture della medicina del territorio. Su questo stiamo preparando un piano ad hoc”. La polemica delle associazioni di volontariato è arrivata anche in sala: alcuni rappresentanti, infatti, sono insorti quando il Governatore Chiodi ha parlato della razionalizzazione del settore, affermando che “se l’ambulanza impiega 45 minuti ad arrivare magari la colpa è anche degli operatori”. Anche il sindaco Maurizio Brucchi si è tolto un sassolino dalla scarpa, criticando chi “strumentalizza anche le riunioni del comitato ristretto dei sindaci, parlando di chiusure di ospedali con polemiche sterili”. Si tornerà a parlare di sanità anche all’interno di un Consiglio provinciale che verrà convocato a breve, alla presenza di Varrassi e Chiodi.  

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