Una mostra dedicata a Cesare Averardi racconta l'Abruzzo tra l'800 e il '900

TERAMO – La mostra “Cesare Averardi fuori dall’ombra”, promossa dal Comune di Teramo e  dalla direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, rispettivamente nelle persone del Sindaco Maurizio Brucchi e del Direttore Regionale, Fabrizio Magani, sulla scia del successo ottenuto dalla mostra “Gente d’Abruzzo. Realismo e verismo nella pittura abruzzese del XIX secolo”, intende recuperare un ulteriore frammento di storia dell’arte abruzzese, a cavallo tra ‘800 e ‘900. Si celebra peraltro un episodio di rara e ammirevole generosità perché  l’erede dell’artista, Giustino, ha donato alla Città di Teramo oltre centocinquanta opere del padre, le quali  permettono di riscrivere una pagina d’arte del tutto  dimenticata e, come spesso accade per le  esperienze artistiche abruzzesi, immeritatamente collegata a giudizi critici condizionati da un eccesso di localismo. La riscoperta riguarda una creatività tutta legata alle radici abruzzesi, capaci di vivere con forza il dramma del quotidiano, a contatto con una natura spesso. L’inaugurazione inserita nella Settimana della Cultuura in programma dal 12 al 17 aprile, è fissata per sabato 16 aprile, alle ore 18.00, nella Pinacoteca Civica con la visita alla mostra, curata da Lucia Arbace e Paola Di Felice. L’obiettivo, dunque, è  di rendere omaggio  a Cesare Averardi e al patrimonio culturale abruzzese meno conosciuto, a cavallo fra Ottocento e Novecento, rappresentativo di un panorama artistico  in grado di apportare una ventata di novità, con  un apporto significativo alla produzione creativa dell’intera penisola in un clima fortemente permeato di sentimento patriottico

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