Caso Robimarga, il sindaco "congestionato" dalle deleghe

TERAMO – Dopo aver assunto la delega dell’Urbanistica ad interim, il sindaco Maurizio Brucchi, si è recato stamane negli uffici per fare il punto della situazione il personale del settore guidato dall’assessore Corrado Robimarga prima delle dimissioni rassegnate dopo le vicende giudiziarie che vedono il suo coinvolgmento. A riferirlo è stato proprio il cittadino in apertura del Consiglio comunale quando ha riferito all’assise di aver mantenuto la delega e ha ringraziato l’assessore per la lealtà istituzionale. “Un gesto che non è usuale”, ha commentato Brucchi che ha invitato maggioranza e opposizione alla cautela del caso e a rimanere nei contorni politici della vicenda. L’opposizione, seppur ha mantenuto le distanze dalla vicenda giudiziaria, non ha risparmiato critiche nei confronti della scelta del sindaco di mantenere una delega “impegnativa” oltre alla Cultura, ai rapporti con la Asl e con la Team, già nelle sue mani e già contestate in passato dalla minoranza. Così sulla scia di Sandro Santacroce (Prc) che ha definito Brucchi come un” podestà accentrattore”,  Giovanni Cavallari (Pd) ha invece stigmatizzato l’impegno “parti –time” del sindaco che continua a svolgere la sua professione di medico. Critiche “fuori luogo” per Brucchi che sulla delega all’Urbanistica ha precisato che si tratta di un’assunzione temporanea e che ha garantito una presenza costante ai problemi della collettività. Altre sono le contestazioni mosse da Siriano Cordoni (Idv) che si è concentrato invece sul coinvolgimento nelle indagini di un dirigente comunale S. M. “Desta preoccupazione il coinvolgimento dell’apparato burocratico” ha dichiarato Cordoni, per il quale la vicende metterebbe in luce un “connivenza tra la parte politica e quella amministrativa”. Unica voce fuori dal coro dell’opposizione è stata quella di Milton Di Sabatino (Udt). “L’assessore Robimarga, se convinto della sua innocenza, doveva rimanere al suo posto e il sindaco doveva respingere la richiesta delle sue dimissioni”. Il consigliere,  richiamando il suo passato coinvolgimento nell’inchiesta sui “fuori-posto” (all’epoca fu sospeso il sindaco e l’intera Giunta)e conclusa dopo 8 anni con una piena assoluzione, ha richiamato il principio di innocenza fino al terzo grado di giudizio.

Leave a Comment