La Asl potenzia l'assistenza per i detenuti di Castrogno

TERAMO – Un protocollo d’intesa con cui si formalizza il rapporto di collaborazione tra l’Istituto penitenziario di Castrogno e l’amministrazione sanitaria locale è stato firmato questa mattina dal direttore della casa circondariale, Maria Celeste D’Orazio e il direttore generale della Asl di Teramo, Giustino Varrassi. L’obiettivo del documento è quello di stabilire principi e criteri per l’assistenza sanitaria a tutela della salute della popolazione dei detenuti di Castrogno. Come ha spiegato il responsabile dell’Unità operativa di medicina penitenziaria della Asl di Teramo, Massimo Forlini, dal passaggio dell’assistenza dal ministero di grazia e giustizia al Servizio sanitario nazionale, nel 2008, questo è uno dei primi atti formali con cui si porta a regime l’attività di un vero e proprio reparto all’interno del carcere teramano. Con una serie di ambulatori in cui viene svolta attività medica specialistica in 19 branche, con l’impiego di 6 medici e circa 10 infermieri e un tecnico di radiologia, il carcere di Castrogno è struttura di detenzione elettiva per le cure cardiologiche e psichiatriche: «Si tratta di una situazione molto complessa – ha spiegato Forlini – perchè esistono varie realtà di detenzione, con una sezione protetti, una speciale, quella comune e soprattutto quella per i tossicodipendenti. Realtà verso le quali abbiamo sempre rivolto un’attenzione particolare, pur in uno stato di difficoltà per gli organici, da quello medico e paramedico a quello degli agenti penitenziari, a fronte di una popolazione detenuta che supera le 400 unità». I medici hanno annunciato anche l’introduzione dei nuovi servizi di ortopedia, medicina interna, chirurgia vascolare e diabetologia. Il protocollo che consta di 21 articoli di attuazione, prevede anche corsi di formazione per i detenuti, in particolare sulla manipolazione degli alimenti e di educazione alla salute.

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