L'appello del padre di Melania: «Come hai potuto togliere la mamma a questa bimba?»

CIVITELLA – "Se qualcuno sa, se qualcuno ha visto, se qualcuno ha un minimo sospetto, ci sono gli inquirenti che aspettano qualche telefonata di un volenteroso, di qualcuno che sa". Così il padre di Melania Rea, tornato con la famiglia a Somma Vesuviana in attesa dei funerali della figlia, ai microfoni del Tg1 si unisce all’appello lanciato oggi dalle Procure di Ascoli e Teramo. "Una bambina di 18 mesi – ha aggiunto il padre di Melania parlando della nipotina Vittoria – non dirà più mamma, perchè gliel’hanno tolta. E io vorrei guardarla in faccia questa persona che lo ha fatto e chiedergli: come fai a guardarti allo specchio, quando hai tolto a una bimba di 18 mesi la mamma?". "Ma qualche sbaglio lo avrà fatto", si augura l’uomo a proposito dell’assassino, confidando che gli inquirenti sapranno coglierlo. Sospetti? "Possono essere tanti e nessuno", risponde. E poi il ricordo della figlia: la sua era una vita "tranquillissima" Melania "era tutta casa, marito e figlia, la sua bambina adorata".

Le procure cercano il telefonista. Le Procure di Ascoli Piceno e Teramo, che indagano sulla scomparsa e la morte di Carmela-Melania Rea, la mamma di 29 anni trovata uccisa in una pineta nel Teramano, hanno lanciano un appello, attraverso l’ANSA, all’uomo che mercoledì scorso ha telefonato da una cabina in Piazza San Francesco a Teramo al 113 per avvisare che c’era un cadavere di donna nel Bosco delle Casermette, a Ripe di Civitella. "Non deve avere paura", gli fanno sapere gli inquirenti, convinti che l’uomo non abbia nulla a che fare con il delitto e che potrebbe invece fornire elementi utili alle indagini. L’uomo, che dalla voce sembrava piuttosto anziano, potrebbe essere un cercatore di funghi che si è imbattuto casualmente nel cadavere di Melania. Non ha chiamato immediatamente la polizia, forse perchè sprovvisto di un telefono cellulare, o  perchè, sotto choc, ha cercato prima di calmarsi, ma dalla pineta è arrivato a Teramo, dando l’allarme con un certo ritardo. Comportamento che le Procure sembrano comprendere, dicendo all’uomo di non dover temere nulla. L’altro appello è rivolto a quanti sono passati per il Bosco delle Casermette dalle 6.30 di lunedì 18 aprile, giorno della scomparsa di Melania, fino al pomeriggio del 20, quando è stato trovato il cadavere. Intanto i carabinieri del Comando provinciale di Ascoli hanno ascoltato in caserma alcune persone che potrebbero essere collegate o avere informazioni utili per incastrare il killer di Carmela-Melania Rea. Era presente il sostituto procuratore Carmine Pirozzoli. Dopo un summit, ieri, dei magistrati ascolani, che hanno fatto il punto della situazione, oggi le indagini hanno ricevuto, sembra, un ulteriore impulso, e sono in corso diverse attività investigative. In Procura si respirerebbe un clima di ottimismo. Intanto, sono state dissequestrate le aree in cui la donna è scomparsa e dove è stato ritrovato il suo cadavere, segno che tutto quello che era possibile fare qui, a livello di rilievi, è stato fatto.

 

 

 

 

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