Protesi d'anca difettose, la Asl "richiama" 230 pazienti

TERAMO – Sono 230 i pazienti operati per l’innesto di protesi d’anca negli ospedali di Teramo, Sant’Omero e Atri tra il 2006 e il 2009, a ricevere in questi giorni un invito da parte della Asl di Teramo per presentarsi a una visita di controllo. Routine? No, anzi. Nel caso di questi pazienti l’azienda sanitaria teramana vuole verificare lo stato di salute degli operati per via di un difetto riscontrato nel sistema ortopedico impiantato: si tratta, nello specifico, della protesi del tipo “DePuy ASR” della DePuy Orthopaedics. Secondo quanto comunicato dall’azienda produttrice, una multinazionale con sede nell’Indiana (Stati Uniti), in pazienti sottoposti a impianto di quel modello di protesi sono stati accertati alcuni inconvenienti fisici, dall’allentamento della componente alla sensibilizzazione al metallo e dolore. La vicenda è già stata affrontata nel nord Italia, ma la Asl di Teramo ha intrapreso una iniziativa diversa, costituendo una Commissione composta da quattro primari che sottoporranno a visita i pazienti raggiunti con la lettera, e sulla base di questa valuteranno eventuali ulteriori passaggi clinici. «Appena abbiamo saputo che era necessario rilevare eventuali protesi difettose – ha detto il direttore generale della Asl di Teramo, Giustino Varrassi – ci siamo dati un obiettivo: farci parte attiva per sciogliere al più presto ogni dubbio in chi si è operato. La ditta costruttrice ci ha rassicurato ma noi abbiamo voluto andare oltre: teniamo a tranquillizzare tutti, non si corre pericolo di vita e che la stessa “metallosi”, una blanda quanto poco probabile intossicazione del sangue, non porterebbe danni speciali». I teramani operati nei tre ospedali in quell’arco di tempo, avranno modo di effettuare una visita gratuita e in un’unica giornata: secondo le stime fatte dalla Asl, tutto sarà risolto nel giro di due mesi al massimo. «Per adesso – ha aggiunto Varrassi -, i casi in Italia in cui si è dovuto procedere alla sostituzione della protesi sono rari e ci auguriamo che nella nostra Asl non ce ne siano, visto che sono poche le persone che hanno lamentato qualche disturbo. Invito però tutti coloro che hanno ricevuto la nostra lettera ad approfittare della nostra equipe di controllo, dalla quale ho ricevuto grandissima collaborazione, per chiudere rapidamente la vicenda nella massima tranquillità della cittadinanza». In Italia le protesi di questo tipo impiantate sono 5.000, 93.000 in tutto il mondo.

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