«Aumenti alla dirigente e penalizzazione alle lavoratrici madri»

TERAMO – E’ battagia tra la Cisl Funzione pubblica e la Camera di commercio sul premio di produttività. Secondo quanto sostiene il sindacato, sarebbe stata commessa una discriminazione nei confronti di una dipendente alla quale sarebbe stata penalizzata, a fronte del massimo della valutazione del suo operato, per il numero di assenze dovute alla maternità. «Chiediamo un intervento a tutela delle lavoratrici madri, perchè tale condizione ha comportato un dimezzamento del premio di produttività, passato dalle circa tremila euro lorde all’anno a poco meno di milleduecento», scrive nella nota il segretario provinciale Cisl-Fp, Angelozzi. «Tutto ciò appare paradossale in quanto lo statur di lavoratrice madre consente, a fronte di una valutazione positiva, l’erogazione per intero del salario i produttività, ribadito dalle leggi e dai contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto e tutt’ora vigenti. Non vorremmo – prosegue la Cisl – che il silenzio delle istituzioni a cui ci siamo rivolti venga considerato un assenso all’operato del Segretario generale della Camera di commercio di Teramo». Perchè aggiunge, il sindacato, ci si trova di fronte a una contraddizione: contemporaneamente si è provveduto ad aumentare le indennità di posizione e risultato di una dirigente, «il cui posto ricoperto ed aumento retributivo è stato oggetto di una ulteriore missiva della Cisl che ha contestto la legittimità dell’atto assunto e si è riservata la facoltà di adire le opportune vie legali ed interessare la Procura della Corte dei conti».

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