Il Pd smonta in 10 punti il "Modello Teramo"

TERAMO – Con 10 punti alla mano il Pd mette sotto accusa il “Modello Teramo” sdoganato dal governatore Chiodi e poi ripreso dal presidente della Provincia,Valter Catarra. A due anni dall’insediamento del centrodestra, gli esponenti dell’opposizione in Provincia e in Regione tracciano un duro bilancio di quella che è stata l’attività del governo. Parlano di “sanità massacrata”, ma anche assenza di democrazia in seno al Consiglio regionale i consiglieri Claudio Ruffini e Peppino Di Luca intervenuti in conferenza stampa insieme al segretario del partito Robert Verrocchio e al coordinatore dell’opposizione in Consiglio provinciale Ernino D’Agostino.  Questi, punto per punto, le contestazioni mosse dal Pd al “Modello Teramo”:

LAVORO: “La provincia di Teramo vive una crisi economica senza precedenti e la Regione Abruzzo è quella con il maggior numero di cassaintegrati d’Italia, e Teramo fa ricorso agli ammortizzatori sociali piu’ di ogni altra provincia abruzzese. Si contano 37mila lavoratori in cassa integrazione, e più di 50mila disoccupati. Non potrebbe, peraltro, essere altrimenti in una Regione e in una Provincia che mancano di qualsivoglia strategia di sviluppo. Regione e Provincia ed hanno subìto senza battere ciglio vere e proprie truffe da parte del Governo Berlusconi, che ha cancellato i finanziamenti spromessi nel 2009 per le infrastrutture strategiche (quarto lotto della Teramo- Mare e Pedemontana Abruzzo-Marche) e non ha dato attuazione all’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico per gli interventi in Val Vibrata.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Gli enti e le aziende regionali (dai Consorzi industriali alle aziende per l’edilizia pubblica) sono commissariati da anni. Il commissariamento è sempre il segnale di qualcosa che non ha funzionato e che, drammaticamente continua a non funzionare. Istituzionalizzare la figura del commissario vuol dire rendere permanente quella che dovrebbe essere solo una gestione di emergenza, perdendo il controllo, sia democratico che giurisdizionale, sull’operato delle amministrazioni. Di fatto sono state create “amministrazioni parallele”.

RICOSTRUZIONE: La ricostruzione dopo il terremoto è  bloccata, quattro Comuni teramani sono ricorsi al Tar per essere inseriti nel “cratere” e poter usufruire di aiuti economici senza nessun appoggio dal governo regionale. Incredibile che siano stati i giudici a sancire il diritto dei Comuni montani del teramano

ALLUVIONE: A più di due mesi da una grave catastrofe naturale nessun finanziamento è stato ancora assegnato,  gli enti locali rischiano il dissesto finanziario e i cittadini di pagare la “tassa sulle disgrazie” voluta da Tremonti.

SANITA’: La sanità teramana è in via di liquidazione: non solo gli ospedali teramani  rischiano di morire per i tagli al personale, alle unità operative, ai servizi, ma ora, si taglia anche sul 118, smantellando perfino i servizi per l’emergenza. La logica della riorganizzazione non può e non deve essere solo quella dei grandi numeri, ma deve tenere in conto il diritto alla salute dei cittadini.

RIFIUTI: Le famiglie continuano a subire gli aumenti della Tia e della Tarsu. A Teramo, nonostante la raccolta differenziata, la Tia è aumentata di ben il 14%. Nessuna forza politica è esente da responsabilità per le vicende del passato.

AMBIENTE: Continuano gli attentati alla qualità ambientale del territorio : dal tentativo di cambiare la legge regionale per realizzare a Teramo un inceneritore al progetto della turbogas a Teramo, bocciato dal Ministero dell’ambiente anche grazie ai ricorsi presentati dal Pd.

SCUOLA: Il mondo della scuola subisce la conseguenza di tagli drammatici ed è a rischio la sopravvivenza dell’Università di Teramo. A Teramo, mentre si assiste alla chiusura di due asili, sempre più forti sono i rumors su una possibile federazione dell’ateneo teramano con quello aquilano, quando non addirittura una fusione che vedrebbe scomparire l’Università di Teramo. La spesa sociale sostenuta dalla Regione Abruzzo nell’ultimo anno ha subìto un taglio del 35%, con gravissime conseguenze sulle famiglie e sui soggetti svantaggiati.

CULTURA: Le più prestigiose istituzioni culturali e i principali eventi culturali del territorio sono stati privati di sostegni adeguati in omaggio all’idea che “la cultura non si mangia”. La Regione e la Provincia, in spregio a leggi e regolamenti, foraggiano solo gli “amici” e gli “amici degli amici. Non è un caso che nel Comune capoluogo il sindaco Brucchi non abbia mai conferito la delega alla cultura e finanzia solo jingle natalizi e feste paesane che di culturale non hanno davvero nulla .

MERITO: Mentre ci suona ancora nelle orecchie l’eco della tanto decantata meritocrazia, fioriscono, in spregio ad ogni criterio meritocratico, i peggiori metodi clientelari : alla Regione il presidente paga il suo socio di studio; alla Provincia, con la società Teramo Lavoro, i precari sono “sempre più precari” mentre si fanno 18 nuove assunzioni senza selezione pubblica

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