Più voglia di fare impresa a Teramo, ma i fallimenti crescono

TERAMO – Torna la voglia di fare impresa in provincia di Teramo ma rimangono alte le cessazioni delle attività. E’ quanto emerge da un rapporto presentato oggi dalla Camera di Commercio di Teramo in occasione della Giornata dell’Economia ospitata nella sede di Confindustria a Sant’Atto. Il documento illustra chiaramente come dopo quattro anni in cui il tasso di sviluppo imprenditoriale è stato negativo, nel corso del 2010 si rileva un + 1,2%. A presentare il saldo più favorevole sono le società di capitale (+248) imprese, ma si consolida anche la crescita dell’imprenditoria femminile (+164 aziende rispetto al 2009) salita dell’1,7%. Segnali di vitalità ai quali però fanno da contraltare i dati sui fallimenti saliti del 14,9% e concentrati nei settori di specializzazione dell’economia teramana, abbigliamento e pelletteria (11), costruzioni (12) e commercio (10). I fallimenti riguardano principalmente la forma giuridica della società a responsabilità limitata per il 64% dei casi. Segnali di ripresa si registrano anche per quanto riguarda l’export teramano cresciuto del 14,6% dopo il crollo del 2009, il comparto lo scorso anno aveva infatti subito perdite intorno al 26%. Nel corso della presentazione del rapporto redatto dalla Camera di Commercio è emerso che la fase recessiva che ha investito l’economia teramana negli ultimi due anni ha determinato anche una decisa frenata nel processo di produzione della ricchezza. Nel corso del 2010 il Pil pro capite è diminuito in provincia di Teramo del 1,6% passando da 20.945 euro del 2009 a 20.604 euro del 2010. Questo risultato ha trascinato Teramo in fondo alla classifica regionale, ma la provincia è retrocessa di due posizioni anche nella classifica nazionale (dal 72° al 74° posto).

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