Chiodi: mi dica il governo che cosa devo fare

L’AQUILA – "Come ha definitivamente sentenziato il TAR del Lazio Chiodi", scive in una nota Antonio Saia consigliere regionale del Pdci-Fdc, "quale commissario per il rientro dei debiti della sanità, non aveva il potere di chiudere Ospedali, potere che spetta solo al Consiglio Regionale". Il riferimento è all’ospedale di Guardiagrele. "Nel suo ‘delirio di onnipotenza’ il governatore-commissario Chiodi ha inferto danni incalcolabili alla sanità pubblica abruzzese e sofferenze ai Cittadini malati e/o portatori di handicap – dice Saia – Il tutto finalizzato a far bella figura con i suoi referenti nazionali Berlusconi e Tremonti, veri mandanti dell’operazione draconiana ai danni dei Cittadini abruzzesi. E’ del tutto probabile che dall’operazione per la quale Chiodi ha ‘svenduto’ la salute degli abruzzesi alle richieste imposte dai suoi capi nazionali, egli probabilmente spera di poter trarre vantaggi futuri in termini di carriera politica. La sentenza del TAR del Lazio corrisponde esattamente a quanto il sottoscritto gli ha più volte contestato, nel corso di questi 2 anni, sia in aula che in commissione sanità e cioè "l’incompetenza di un commissario" a modificare la programmazione sanitaria che per legge compete ai Consigli Regionali, anche se il commissario è il Presidente della Giunta (che comunque anch’esso non ha potere legislativo ma solo esecutivo)" Intanto, alcune ore prima, il governatore Chiodi aveva già dichiarato: "Chiederò al governo qual è il mio ruolo perchè da un lato ho un suo mandato per fare adempimenti verso il risanamento del deficit sanitario, dall’altro la giustizia amministrativa cambia le decisioni "E’ una situazione nuova – ha continuato Chiodi – che non interessa solo l’Abruzzo. Il Tar si è pronunciato alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale, bisogna capire in che maniera muoversi e anche verificare se il governo farà ricorso al Consiglio di Stato". Chiodi ha evidenziato il fatto "che comunque la situazione si inserisce in un contesto nel quale la regione Abruzzo non è tra più quelle considerate canaglia e questo era uno stato che non avevamo quando sono arrivato io come commissario della sanità, e quindi i risultati sono sotto gli occhi di tutti".

 

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