Omicidio Thailandia: a far scarcerare Cavatassi pensa la Farnesina

 TORTORETO – Denis Cavatassi non è stato certo dimenticato da nessuno. E’ questo il senso della rassicurazione che arriva a Tortoreto. Il sindaco di Tortoreto, infatti, Generoso Monti, ha ricevuto dall’Ambasciatore Stefano Stefanini, una lettera di risposta alla mozione consigliare sul caso di Denis Cavatassi, presentata da maggioranza ed opposizione per la liberazione del concittadino, in carcere dallo scorso marzo con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio del socio in affari in Phi Phi Island in Thailandia, Luciano Butti. Ecco il testo della missiva del diplomatico italiano che l’ufficio stampa del Comune di tortoreto diffonde. “Signor sindaco, mi riferisco alla sua cortese lettera indirizzata lo scorso 29 aprile al Capo dello Stato in merito alla vicenda del signor Denis Cavatassi, detenuto dal 18 marzo 2011 nel carcere di Phuket (Thailandia) con l’accusa di omicidio del suo socio italiano in affari. Desidero assicurarle che il caso è seguito con attenzione dalla Farnesina e dall’Ambasciata d’Italia a Bangkok, gli sforzi di entrambi essendo attualmente finalizzati ad ottenere la scarcerazione dietro cauzione del nostro connazionale. I nostri rappresentanti diplomatici in loco agiscono con la necessaria prudenza nei confronti di quelle Autorità, per non urtare la sensibilità e in ossequio all’ordinamento giuridico locale. Il caso non è semplice; le indagini svolte dalla polizia giudiziaria thailandese hanno condotto all’arresto di altre tre persone, due delle quali avrebbero confessato il concorso (con il sig. Cavatassi) in omicidio. La gravità delle accuse fa ritenere che non si possano attendere tempi brevi per una soluzione della vicenda. I familiari del sig. Cavatassi sono in contatto con la Farnesina. Questo ufficio, il 4 maggio scorso, rispondendo ad un appello della signora Romina Cavatassi, ha sottolineato l’opportunità che un tale stretto accordo non venga meno. Le difficoltà di comunicazione con il fratello lamentate dalla signora Cavatassi sono dettate dai regolamenti carcerari. Anche su questo punto la nostra Ambasciata ha caldeggiato una maggiore flessibilità da parte delle autorità penitenziarie thailandesi, affinchè esse consentano colloqui più lunghi”.

Leave a Comment