Perquisita casa di Melania, a Folignano: presi uno zaino e un sacco

TERAMO – Ulteriore sopresa nel caso Melania: i carabinieri nella casa di Folignano. Dopo il sequestro del computer di Salvatore Parolisi, che risale a qualche giorno fa, il marito di Carmela Melania Rea, la giovane donna trovata uccisa a coltellate al Bosco delle Casermette di Ripe di Civitella, è tornato a Folignano (Ascoli Piceno), nella sua abitazione. Quella in corso a casa di Parolisi è una perquisizione a tutti gli effetti. Ma si tratterebbe diun provvedimento concordato con lo stesso caporal maggiore dell’esercito. Con Salvatore ci sono il fratello e la sorella. La piccola Vittoria, la figlioletta, è rimasta con i nonni nel Napoletano. I carabinieri, in borghese e con le mani protette da guanti di lattice, entrano ed escono dalla casa di Parolisi, al primo piano di una palazzina, trasportando degli oggetti. E’ evidente che i militari stanno facendo dei rilievi. Ed è probabile che, ancora una volta, sia stato Parolisi a consentirli spontaneamente, come aveva già fatto consegnando a suo tempo le chiavi della sua auto e dei vestiti. Il caporal maggiore dell’esercito, inoltre, ufficialmente non è ancora indagato, e a casa sua non sembrerebbe essere entrato un legale. Ieri sera intanto, proprio i vicini di casa della coppia, avevano fatto dire una messa per Melania a Folignano. La perquisizione si è conclusa intorno alle 18:30 ed è stata estesa anche al garage. I militari, del Ris e del Ros, hanno portato via un grande sacco di plastica simile a quelli usati per la spazzatura, uno zainetto tattico (che Parolisi ha per essere un sottufficiale dell’esercito) e altri oggetti. Al termine della perquisizione, quando i carabinieri se ne sono andati, Salvatore è stato assalito dai giornalisti ma non ha voluto parlare. Avvicinato dai cronisti, il fratello Rocco ha invece detto che se ne ritorneranno nel Napoletano, non appena
Salvatore avrà firmato il verbale al Comando provinciale dei carabinieri. Il vedovo della Rea almeno al momento non sarà risentito.

Leave a Comment