L'assassino di Torricella ha una settimana di vantaggio

TORRICELLA – Chi ha ucciso Carmine Di Luca, il pensionato 69enne originario di Cercola nel Napoletano ma trapiantato a Torricella da un ventennio. ha una settimana di vantaggio su chi indaga. L’uomo è stato ucciso tra sabato e domenica scorsi, particolare confermato dall’ispezione cadaverica esterna del medico legale e dalla testimonianza di chi lo ha visto per l’ultima volta in vita, sabato 21 maggio, al cimitero dove abitualmente si recava per depositare fiori sulla tomba del figlioletto morto lo scorso anno.
I Ris hanno finito a tarda sera. I carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche di Roma (Ris) hanno finito il loro lavoro di repertazione a tarda serata. Giunti poco prima delle 18 nella casa a tre piani di Piano Grande, i militari esperti nel prelievo di tracce biologiche hanno lasciato Torricella verso le 22, dopo aver parlato anche con il sostituto procuratore Davide Rosati, il pm che coordina le indagini del Reparto operativo di Teramo, diretto dal capitano Nazario Giuliani. Sembra che i prelievi hanno delineato bene il "percorso" del cadavere all’interno dell’abitazione e fino al punto del ritrovamento, un piano più in basso. E forse c’è anche qualche altro dettaglio importante.
Il pm Rosti ascolta testimoni. Il magistrato già dalle ore successive al ritrovamento del cadavere ha cominciato a sentire testimoni nella caserma Porrani di Teramo. Si tratta intanto dei due artigiani che hanno le loro attività nel capannone attiguo all’abitazione della vittima, un meccanico e un carrozziere, che poi sono quelli che hanno avvertito i vigili del fuoco sentendo un forte odore provenire dalla casa. Sono loro che, per motivi di vicinato, hanno potuto offrire i più dettagliati elementi per ricostruire le ultime ore di vita del pensionato.
Ucciso di notte? Questo è un altro particolare che potrebbe far supporre che Carmine Di Luca possa essere stato ucciso di notte o di domenica, quando cioè l’officina e la carrozzeria erano chiuse. E’ vero che l’abitazione della vittima ha anche un secondo accesso, posteriore, che immette su una strada sbrecciata e isolata ma l’ingresso principale è sul davanti e vi si accede soltanto attraverso  l’ampio cortile utilizzato anche dalle due attività di riparazione delle auto. Dunque, chiunque avesse fatto visita all’uomo di giorno e in orario lavorativo avrebbre rischiato di farsi notare dagli artigiani o dai loro dipendenti.
La vittima conoscceva il suo assassino. E’ altrettanto probabile che la vittima conoscesse chi lo ha ucciso. Gli investigatori infatti non hanno rilevato tracce di effrazione alle porte o alle finestre della casa. E’ dunque ipotizzabile che Carmine Di Luca abbia aperto la porta per far entrare un conoscente o una conoscente e che poi con questi sia scoppiata una lite. C’è un’altra possibilità, che viene dal luogo del delitto, individuato nella camera da letto dell’uomo al piano superiiore: Di Luca potrebbe essere stato sorpreso nella sua stanza dal killer entrato casualmente da una finestra lasciata aperta. Al contrario, perchè si trovava in quella stanza contemporaneamente all’assassino? Magari si tratta di una donna con cui avrebbe voluto intrattenersi?
Trascinato al piano di sotto. Il cadavere dell’uomo è stato poi trascinato al piano inferiore e lasciato nei pressi di un ripostiglio. Lo hanno rivelato le tracce di sangue seminate sul pavimento dei due piani. Di Luca aveva una corporatura media. Per trascinarlo occorre comunque una discreta forza e questo potrebbe far propendere per una mano maschile. Ma non è chiaro se questa operazione di trascinamento nel tentativo forse di far sparire il cadavere dalla casa sia stata compiuta subito dopo il delitto o a distanza di tempo. In questo caso è possibile che l’assassino sia tornato e magari si è fatto aiutare nello spostamento.
Domani l’autopsia. Domani il medico legale Giuseppe Sciarra eseguirà l’autopsia sulla salma per meglio definire la dinamica del delitto. Si valuteranno il numero e la profondità dei colpi di coltello, almeno una decina, si proverà a rilevare tracce sulle braccia e sulle mani per verificare la presenza di elementi biologici appartenenti alla vittima. Di Luca si è difeso e nella colluttazione ha avuto i vestiti strappati.

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