Quel titolo di Cavaliere distribuito un po' a caso

TERAMO –  Torna la Festa della Repubblica e con essa anche la consegna delle onorificenze di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. L’elenco dei nominativi che, il 2 giugno e il 27 dicembre, ricevono la benemerenza, non può passare inosservato in una città di provincia, laddove tutti conoscono tutti. La sua lettura suscita curiosità e purtroppo, ormai troppo spesso, anche ilarità. Ovvero: troppo spesso accanto a nomi e cognomi di chi è unanimemente e riconoscibilmente meritevole di pubblico riconoscimento, è possibile trovare un numero sempre crescente di figure "normali", che hanno svolto o svolgono professione o mestiere che nulla possono vantare, ad esempio, di beneficio sociale. L’onorificenza di 4^classe (cavaliere) infatti, secondo il regolamento, intende «ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari». Facile individuare, in una provincia come la nostra, chi tra i nomi prescelti possa corrispondere a questi criteri personali. Da qui l’ilarità che ne consegue, che fanno dell’attribuzione di questi riconoscimenti una serie di "un titolo di cavaliere non si rifiuta a nessuno". Poi, se basta avere amici o amici di amici o, meglio, di qualcuno che cavaliere lo è già che ti propongono per l’onorificenza, il gioco è fatto. Insomma, comincia ad essere quasi meglio non esserci in questi elenchi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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