L'assassina ha lasciato il suo sangue sul luogo del delitto

TERAMO – Le indagini sul delitto di Carmine De Luca, il pensionato di 69 anni trovato senza vita a oltre sette giorni dal decesso, nella sua abitazione di Torricella, potrebbero registrare una svolta clamorosa e forse decisiva dal risultato delle verifiche biologiche dei carabinieri del Ris di Roma. L’assassino ha infatti lasciato tracce del suo sangue nell’abitazione del delitto. Si tratta di un elemento importante che aggiunge un altro tassello al puzzle che i carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Davide Rosati hanno già in mano e che fanno propendere sul non piccolo dettaglio che sia stata una mano femminile a impugnare il coltello che ha colpito per una decina di volte il pensionato di origni napoletane in varie parti del corpo. A trovare macchie ematiche che non sono della vittima sono stati i carabinieri del reparto operativo di Teramo nel sopralluogo svolto subito dopo la scoperta del cadavere, lo scorso 28 maggio. Per questo e per verificare l’esistenza di altre "firme" dell’assassono, i militari teramani diretti dal capitano Nazario Giuliani hanno chiesto l’intervento tecnico dei Ris. Come l’assassina abbia versato sangue è anche abbastanza chiaro per chi indaga: nell’abitazione dell’uomo c’è stata una violenta colluttazione tra vittima e killer. Se ancora non si riesce a delineare con esattezza il movente, è abbastanza verosimile che i due fossero insieme e stessero apparentemente trascorrendo in tranquillità la serata, consumando anche alcune bevande e intrattenendosi in confidenza: lo si deduce dall’abbigliamento informale che il pensionato vestiva al momento del delitto. Cosa sia successo è al vaglio: si sa che i due si sono accapigliati e che l’omicida si è ferita con un pezzo di vetro, forse una bottiglia o una finestra rotta nella colluttazione. Da qui l’impronta chiara e visibile sul pavimento di un piede scalzo che non è della vittima ed è di una donna. Dunque a questo punto, appena il tabulato delle telefonate sarà completamente disponibile e con esso i risultati delle analisi genomiche sul sangue repertato, la somma degli indizi potrà dare la prova che magistrato e carabinieri aspettano per chiudere il caso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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