"Interferenze" invade il centro storico

TERAMO – Il festival di arte urbana “Interferenze” è tornato a stupire la città. Stamattina occhi puntati sul centro storico, invaso da performer che hanno danzato, recitato e persino realizzato delle scritte sulla pavimentazione, con tempera lavabile e biologica, dei due corsi principali. Tutto sotto gli sguardi stupiti dei passanti e dei commercianti, che sono usciti sull’uscio dei loro negozi per ammirare le performance, e sotto lo sguardo vigile delle Forze dell’ordine. Le “incursioni di arte urbana” non sono quindi passate inosservate, in particolare, ad attirare l’attenzione sono stati i due finti sposi che hanno danzato sulle scalinate del Duomo e un ballerino coperto (quasi) solo di vernice colorata su tutto il corpo che si è esibito in Corso San Giorgio. Originale anche la conferenza stampa di presentazione, che si è svolta su un trenino, partito da Largo Madonna delle Grazie e arrivato fino ai locali dell’ex Provveditorato, dove sono state proiettate le video-interviste realizzate attraverso l’iniziativa dal titolo “Dillo al cubo”, abilmente montate da Antonio Di Loreto. Tra dichiarazioni originali e prese di posizione degli artisti locali, sono spiccate le affermazioni dell’assessore agli Eventi Guido Campana, che, nel montaggio, sono diventate quasi un leit-motiv, ripetuto più volte: “ci sono pochi fondi per la cultura”. Il “cubo” ha ospitato anche gli interventi critici di Leo Nodari, che ha definito Teramo “una città che ha tradito la propria vocazione culturale”, di Enrico Melozzi, che ha lamentato il “troppo spazio lasciato a realtà consolidate e le poche possibilità date agli emergenti”, oltre ad un intervento del consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini, che ha affermato: “Oggi chi vuole fare cultura è costretto ad andare fuori regione”. C’è stato anche l’assessore al Sociale Giorgio D’Ignazio che ha approfittato del “cubo” per ricordare la generosità dei teramani e il consigliere comunale dell’Udc Domenico Sbraccia che ha invece chiesto più manifestazioni di spessore a Teramo. Non sono mancati anche gli interventi di Antonio Topitti e dello storico Sandro Melarangelo, che ha auspicato più fondi per la cultura. Tante anche le voci dei teramani comuni, che hanno espresso con parole, critiche, ma anche con scenette improvvisate le loro opinioni. C’è stato infine anche chi è andato un po’ fuori tema, lamentandosi della scarsa manutenzione delle strade e della carenza di bagni chimici. Oggi sono state inaugurate anche le “Figure sulle facciate” di Fabrizio Sanicandro e gli interventi pittorico-stradali di Gianluca Cresciani. Domani, al Museo Archeologico, a partire dalle 18,30 verrà inaugurata la mostra fotografica di Armando Di Antonio dal titolo “La sposa di carta ed altre storie”. Il 16 e il 17 giugno partiranno le performance di danza tra la Pinacoteca e Porta Reale. Sempre il 17 giugno si terrà tra piazza Garibaldi e piazza Martiri lo spettacolo “I petali caduti”. Gran finale il 18 con il “Flash mob degli artisti” che vedrà sfilare in una lunga e lenta camminata in Corso San Giorgio operatori del settore e amanti dell’arte che si stanno dando appuntamento a Teramo anche attraverso Facebook.

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