Parolisi indagato per l'omicidio della moglie Melania Rea

CIVITELLA – La svolta che l’inchiesta aspettava c’è stata. A due mesi dal ritrovamento del cadavere massacrato con 32 coltellate di Melania Rea, mamma 29enne napoletana di Somma Vesuviana, il marito Salvatore Parolisi,  caporalmaggiore dell’esercito, è stato ufficialmente indagato per l’omicidio volontario della moglie. Parolisi sarà
interrogato venerdì pomeriggio, negli uffici della procura di Ascoli Piceno, alla presenza dei suoi avvocati. Dopo oltre 20 ore di faccia a faccia con i magistrati sempre come persona informata sui fatti, adesso il vedovo dovrà porsi agli investigatori sotto un altro ruolo giuridico, quello di indiziato di reato. Secondo alcune fonti, i magistrati sono ancora in attesa della relazione autoptica del medico legale Adriano Tagliabracci ma anche di alcuni importanti risultati degli accertamenti tecnici dei Ris e del Ros. La sensazione, alla luce di ciò, è che
chi indaga abbia già in mano alcune carte importanti per definire la posizione di Parolisi, e soprattutto una serie di testimonianze che smentiscono il suo racconto sulla presenza con moglie e figlia a Colle San Marco nel primo pomeriggio del 18 aprile, quando la donna sarebbe scomparsa. Nell’invito a comparire notificato stamani dai carabinieri al militare a Frattamaggiore, è indicato soltanto che l’uomo risulta indagato per l’omicidio volontario della moglie.

Il caporalmaggiore si sente «tranquillo»:

La famiglia di Melania parte civile. Intanto si apprende che la famiglia di Melania Rea si costituisce parte civile nell’inchiesta sull’omicidio. Il fratello Michele ha affidato l’incarico della tutela legale all’avocato ascolano Mauro Giommi, e nelle prossime ore sarannop formalizzate anche le costituzioni in giudizio dei genitori di Melania, Gennaro e Vittoria. I familiari nomineranno anche un consulente medico legale.

Le reazioni. Il suocero: «Sono sorpreso». «Sono sorpreso, non me l’aspettavo». E’ quanto dichiarato dal papà di Melania, raggiunto telefonicamente dall’Ansa. L’ex maresciallo dell’Aeronautica, commenta con pochissime parole l’iscrizione nel registro degli indagati del genero, Salvatore Parolisi. «L’ho appena saputo dalla stampa – ha detto Gennaro Rea – aspetto di sentire gli inquirenti, aspetto di capire». In questi mesi, Salvatore Parolisi ha sempre frequentato la casa dei Rea, soprattutto per la piccola Vittoria, accudita essenzialmente dai nonni materni. A chi chiede a Gennaro se oggi ancora crede all’innocenza di Salvatore, risponde: »A questo punto non so più niente».

La mamma di Parolisi: «Credo nella sua innocenza». «Una brutta notizia ma io credo nell’innocenza di mio figlio». Vittoria Parolisi, la mamma di Salvatore, apprende dall’Ansa la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati del figlio con l’accusa di omicidio volontario per la morte della moglie Melania. La signora Vittoria resta in silenzio quando le viene comunicata la notizia. Poi lei, da sempre riservata sull’argomento, si limita a dire: «E’ una brutta notizia». Salvatore lo definisce "tranquillo" in questi giorni. «E’ uscito qualche ora fa, da solo – dice – la bimba è a casa dei nonni Rea. Non so dove sia andato. So che qui nessuno ci ha detto dell’iscrizione nel registro degli indagati. Non sapevamo nulla».

Il legale della famiglia Rea: «Vogliamo sollo la verità». La famiglia Rea vuole la verità e che sia punito il responsabile dell’orrendo delitto di Melania, una donna colpevole solo di aver amato il proprio marito». Lo afferma l’avvocato Mauro Gionni, che ha depositato questa mattina la costituzione di parte offesa del fratello
della vittima, Michele Rea. «Se nel corso dell’inchiesta dovesse emergere che Salvatore Parolisi, il marito di Melania, ha veramente ucciso sua moglie, questo aggiungerebbe dolore ulteriore ad una sofferenza che per i genitori e il fratello di Melania e tutti gli altri familiari è già enorme. La famiglia Rea – conclude Gionni – si è messa a disposizione della procura ascolana fin dall’inizio, ha fiducia nella magistratura, affinchè si accerti la verità sulla morte di Melania».

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