Basket, la soluzione si allontana tra voci e nuove 'cordate'

TERAMO – Quella che sembrava una soluzione imminente si sta trasformando giorno dopo giorno in un ginepraio sportivo in cui si accavallano voci, soffiate, indiscrezioni, conti, conferme e smentite, nuove cordate, nomi vecchi, nomi nuovi. Il passaggio societario nella Teramo Basket non è proprio cosa fatta come molte cassandre avevano anticipato. E poco c’entrano, forse, le volontà dell’imprenditore romano Alessandro Laganà o quelle del presidente Carlo Antonetti. Sarà perchè a questo tavolo gli attori seduti sono molti (forse troppi), sarà perchè il quadro economico-finanziario è complesso, sarà perchè il futuro da organizzare è altrettanto complicato quanto a ricerca degli ‘equilibri’ da mantenere e dei compiti da distribuire, la benedetta tanto attesa firma sembra allontanarsi ogni ora di più piuttosto che essere lì lì per essere vergata. Eppure un comunicato stampa del club di via De Abentiis, e prima ancora una trasmissione tv in diretta, ci avevano preparati all’epilogo positivo e imminente! Il borsino di oggi fotografa così la situazione: le intenzioni di Laganà sarebbero in fase di raffreddamento, e le spiegazioni, più o meno ufficiose, attribuiscono ciò, alternativamente, a poco convincenti organigrammi del dopo-Antonetti o a complesse e poco fattibili operazioni finanziarie; mentre il club (leggi Antonetti) spinge per il rispetto degli accordi spiegati nel giorno del pagamento della wild-card, dall’altra Laganà vorrebbe prima leggere la situazione in maniera più chiara. Nello stesso tempo, voci molto insistenti, raccolte sia nella sede del main-sponsor (leggi BancaTercas) e in quelle del club (TeramoBasket), indicano in atto il tentativo di costruzione di una mini-cordata costituita da uno dei ‘vecchi’ – ma ancora formalmente in sella – soci e da un imprenditore ‘forestiero’ con interessi immobiliari teramani, con la ‘benedizione’ ad alto livello… Fantabasket? Il Fantabasket è quello che rischia di giocare questa città il prossimo anno… A parte un’altra scadenza dietro l’angolo (30 giugno), fino a quando crediamo possano aspettare coach e giocatori?