Ruzzo: Verrocchio triste, Brucchi anche

TEREMO – E’ un botta e risposta che si fa sempre più spigoloso, quello tra il sindaco Brucchi e il segretario provinciale del Pd, Robert Verrocchio, sulle dimissioni del Cda del Ruzzo. A Verrocchio, che si è dichiarato “intristito dal disperato tentativo del sindaco di usare la votazione del bilancio per occupare una poltrona”, Brucchi ha replicato con la “legge dei numeri”. “Il segretario del Pd avrebbe fatto bene a tacere – ha detto il sindaco – sia perché la sua presenza in un’assemblea di sindaci non era giustificabile, sia perché ha messo in evidenza la debolezza politica e l’incapacità nella gestione dei ‘suoi’ sindaci”. Le lungaggini registrate sull’approvazione del Bilancio, che Verrocchio imputa alle pregiudiziali del Pdl, sarebbero invece, per Brucchi, il segno di uno strappo interno al Pd, nello specifico tra il presidente dimissionario Giacomo Di Pietro, e gli altri membri del partito di centro-sinistra. Infine stoccate reciproche sono volate anche sui risoltati elettorali. “Brucchi ha dichiarato che ai cittadini, quello che accade dentro al Ruzzo non interessa – ha detto ancora Verrocchio-. Io invito il sindaco a non dimenticare il voto del 60 % degli elettori teramani che, in occasione dei referendum, hanno attentamente espresso il loro giudizio sull’acqua come bene comune e contro una politica di interessi economici sull’acqua”. Il sindaco ha invece chiamato in causa le amministrative. ”Verrocchio si è dichiarato triste per gli equilibri interni che abbiamo rivendicato al Ruzzo – ha detto Brucchi -. Al posto del segretario del Pd, sarei piuttosto intristito dagli schiaffi che gli elettori hanno inflitto al partito: ovvero la sconfitta di Roseto, Colonnella e Castelli. Più che intristirsi, Verrocchio farebbe bene a fare un mea culpa”.

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