Melania, Parolisi in isolamento chiede carta e penna

TERAMO – Un quaderno e una penna. Li ha chiesti Salvatore Parolisi al suo terzo giorno di carcere a Marino del Tronto, dove è finito martedì scorso con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato della moglie Melania Rea. Probabilmente carta e penna gli servono per prendere appunti e contestare punto per punto, come lo ha visto "puntigliosamente" fare uno dei suoi legali, l’avvocato Valter Biscotti, le accuse che gli riversa addosso la Procura di Ascoli. Ma lui continua a mostrare "grande determinatezza". Sembra molto improbabile, dunque, un cedimento da parte del caporalmaggiore dell’esercito, che lo porti magari a confessare. "Chi lo pensa – chiosa Biscotti – sbaglia di grosso". E insiste: "nell’ordinanza ci sono ampi margini per la difesa per lavorare con risultati positivi"."Parleremo al Riesame all’Aquila – ha detto il suo legale-. Andremo al Riesame e in quella sede Salvatore si difenderà, anche personalmente". "Il gip di Teramo, per quella che è la nostra esperienza – ha detto Biscotti – ratificherà e basta. Quindi è il Riesame che ci interessa, e in quella sede parleremo". Salvatore Parolisi si è avvalso ieri della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio di garanzia davanti al gip di Ascoli Carlo Calvaresi, come aveva fatto anche nel primo interrogatorio da indagato. Parolisi è in isolamento, ma il giudice ha giù autorizzato colloqui con le sorelle, il fratello e un cognato. Non è detto, poi, che venga trasferito dal supercarcere ascolano, anche se gli atti stanno per essere materialmente trasferiti a Teramo. Le procedure sono già state avviate.

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