Parolisi e i suoi legali non parlano

TERAMO – Non parla, Salvatore Parolisi, per la seconda volta dopo il silienzio dinanzi al gip di Ascoli. Soltanto mezzora di fronte al gip Giovanni Cirillo e al pm Davide Rosati, giusto il tempo di formulare il fatidico “mi avvalgo della facoltà di non rispondere" e espletare gli atti burocratici. Poi tutti via da Castrogno, gip e sostituto, tranne che gli avvocati, rinchiusi in saletta con il loro assistito dalle 10.30. Valter Biscotti e Nicodemo Gentile hanno lasciato il carcere di Castrogno poco dopo le 13, dopo quasi due ore e mezza di colloquio con il caporalmaggiore accusato del delitto della moglie Melania Rea. Non hanno voluto parlare con i giornalisti, esprimendo soltanto un «niente dichiarazioni», accelerando bruiscamente la marcia dell’autovettura all’uscita della casa circondariale teramana. E’ presumibile che i due legali abbiano affrontato con Parolisi alcuni aspetti cruciali dell’ordinanza del gip Giovanni Cirillo, in previsione di un ricorso ai giudici del tribunale del riesame contro l’arresto, ricorso i cui termini potrebbero scadere il prossimo 12 agosto, qualora gli stessi avvocati non volessero avvalersi dei termini di sospensione feriale. Intanto si è appreso che il pubblico ministero Davide Rosati, dopo l’udienza per l’interrogatorio di garanzia in cui Parolisi si è avvalso della facoltà di non rispondere, si è recato a Folignano presso l’abitazione dove Melania viveva con il marito, per un sopralluogo. Nel pomeriggio, negli uffici della procura, è previsto un incontro tra i pm del pool di inquirenti e il professor Adriano Tagliabracci, il medico legale consulente dell’accusa che ha eseguito le due autopsie sulla salma della mamma di Somma Vesuviana.

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