Atri, il Tar boccia il ricorso contro la chiusura dell'Utic

TERAMO – Il Tar dell’Aquila boccia il ricorso presentato dal sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, e dai gruppi dell’opposizione del Comune di Atri contro la chiusura dell’Utic del San Liberatore e la riduzione a 12 ore del reparto di psichiatria. Il tribunale dell’Aquila ha dato dunque ragione all’atto aziendale della Asl e alla decisione del manager Giustino Varrassi. Una decisione che amareggia il primo cittadino di Pineto che annuncia di voler proseguire la sua battaglia e di essere pronto a ricorrere al Consiglio di Stato. Intanto la dirigenza della Asl si dice “soddisfatta che la giustizia abbia fatto il suo corso e abbia esaminato con attenzione le carte con un’opportuna analisi della questione: non avevamo nulla da nascondere e non volevamo rallentare nulla”. Per evitare slittamenti di tempo, la Asl ha infatti rinunciato alla possibilità di presentare memorie pur di discutere tutto nell’udienza del 7 settembre. In effetti, se avesse effettuato altri passaggi tecnici e procedurali, avrebbe forse visto meglio garantita la propria posizione, ma questo avrebbe aggravato la tempistica e prolungato l’intera vicenda. Lo stesso legale della Asl, l’avvocato Massimo Speca, sottolinea. "Questi procedimenti sono lunghi, complessi e costosi ma soprattutto ricadono sui cittadini". Il precedente dell’Utic e di Psichiatria apre ovviamente una serie di riflessioni sulla possibilità (sin qui messa in dubbio) da parte della Asl ma, di più, della Regione, di procedere con il piano delle chiusure e della messa in atto di nuovi assetti. Se ci saranno, come annunciato da tempo, nuovi servizi sul territorio e ulteriori possibilità di assistenza al cittadino in un’ottica di ottimizzazione, miglioramento e risparmio, sarà cosa prima o poi condivisa al di là delle strumentalizzazioni politiche. I cittadini (di Pineto o di altro comune) non possono che aspettarsi questo e sperare che questo sia veramente.

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