Melania, la difesa di Parolisi vuole che si accerti l'ora della morte

TERAMO – Gli avvocati difensori di Salvatore Parolisi, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno presentato questa mattina presso gli uffici della cancelleria del gip del tribunale di Teramo, una richiesta di incidente probatorio per stabilire con certezza tempi e modi del decesso di Melania Rea, la mamma 29enne di Somma Vesuviana uccisa con 35 coltellate nel boschetto di Ripe di Civitella tra il 18 e il 20 aprile scorsi. I legali del caporalmaggiore campano, unico indagato per l’uxoricidio e attualmente detenuto nel carcere di Castrogno a Teramo, vogliono che si stabilisca con atto irripetibile e valido come prova, ”l’epoca del decesso e l’eventuale tempo di sopravvivenza di Melania Rea tra il momento in cui le sono state inferte le lesioni e quello della morte”. In poco meno di una decina di pagine i due legali motivano la loro richiesta con la convinzione che l’orario della morte della donna non corrisponda a quella indicata dalla pubblica accusa. Sulla richiesta adesso sono chiamati ad esprimere il proprio parere, entro la settimana, i pm Davide Rosati e Greta Aloisi, ma e’ probabile che esso sara’ negativo.
«Si tratta di una richiesta sostazialmente già avanzata e respinta dal gip di Ascoli Piceno nel luglio scorso». Liquida così l’avvocato di parte civile Mauro Gionni la notizia del deposito della richiesta di incidente probatorio avanzata dagli avvocati di Salvatore Parolisi, in cui si chiede al gip di stabilire con certezza i tempi intercorsi tra le lesioni e la morte di Melania Rea. «In poche parole – sostiene il legale che assiste i famigliari di Melania -, come scrivemmo nella memoria che allora depositammo, si chiede di fare quello che è stato già fatto con accertamento tecnico irripetibile dal dottor Tagliabracci, con procedura legittimamente avviata e giunta a conclusione con utilizzabilità piena». A quella fase delle indagini, prima come parte offesa e poi come indagato, sostiene l’avvocato Gionni, ha partecipato anche Parolisi con legali e consulenti. «Perchè – chiede la parte civile – dunque, nulla fu eccepito al conferimento dell’incarico, cui anzi seguirono dichiarazioni di piena fiducia nell’operato del medico legale? Ogni questione, almeno sul punto per il quale si avanza la richiesta sarà proprio oggetto di confronto processuale tra perito d’ufficio e consulenti di parte, con ogni possibile conseguenza». Secondo Gionni «l’incidente probatorio è un mezzo di anticipazione della prova prima del dibattimento solo in presenza di requisiti che qui non esistono assolutamente».

 

 

 

 

 

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