TERAMO – Il bioessiccatore? Se n’è parlato tanto che ormai è diventato obsoleto. Adesso il Comune, di concerto con la Regione, punta a realizzare una piattaforma ecologica, che dovrebbe sorgere (tempo di obsolescenza permettendo) in località Terrabianca. Il Comune conta quindi di chiudere così il ciclo integrato dei rifiuti, partendo da un dato positivo: la raccolta differenziata, che è arrivata quasi al 70%. “Lo scopo – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Mauro Di Dalmazio – è ridurre la quantità di indifferenziato che va in discarica. Questa piattaforma servirà proprio ad aumentare (del 30% circa, ndr) la percentuale di materiale differenziato, che può essere rivenduto ai Consorzi specializzati”. Il progetto teramano si inserisce in un quadro più ampio, che comprende anche il polo tecnologico del Cirsu. “Sarebbe inutile – afferma il sindaco Brucchi – creare una discarica-doppione sul territorio teramano. Questo progetto sarà però realizzabile a condizione che si applichi una tariffa unica per i rifiuti sul territorio”. Il primo cittadino spera anche che la Team possa candidarsi, in futuro, a diventare gestore unico del servizio. “Senza impianti – aggiunge Di Dalmazio – il ciclo integrato dei rifiuti sarebbe incompleto. E’ importante puntare anche sulla valorizzazione energetica, per questo abbiamo scelto come partner il Cnr che ci indicherà la tecnologia migliore da scegliere. Per quanto riguarda gli impianti stiamo sopperendo alla carenza dovuta alla mancata progettazione del passato investendo 16 milioni di euro sul territorio. La nostra regione, è bene ricordarlo, è seconda in Italia per la percentuale di riciclo della carta”.
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