Settore edile in crisi: appalti in calo del 79%. Persi mille posti di lavoro

TERAMO – “Il factoring attuato dalla Provincia? Non è la soluzione ai problemi delle imprese, anzi: rischia di acuirli”. Il Presidente dell’Ance (associazione costruttori edili)Armando Di Eleuterio, lancia l’allarme: le imprese teramane non ce la fanno a pagare gli interessi, troppo alti del factoring, che si aggirano attorno al 6%. Il comparto sta attraversando un periodo particolarmente difficile: nel triennio 2008-2011 gli importi degli appalti sono crollati, segnando un meno 79%. “Siamo la provincia più penalizzata – aggiunge Di Eleuterio -, perché in Abruzzo la media è del 53%”.  Cala drasticamente anche il numero degli operai, passato, nel triennio in esame, da 6300 a 4500. “Non è solo un problema nostro – fa notare il presidente – ma anche delle famiglie di chi lavora nel settore”. La situazione, secondo l’Ance, è ulteriormente aggravata dal ritardo cronico nei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni, dovuto anche al rispetto del patto di stabilità. “In media – spiega Di Eleuterio – supera i 100 giorni”. In sostanza l’Ance ritiene che il factoring sia uno strumento potenzialmente utile alle imprese, ma che sia stato applicato in maniera inadeguata. “Se ci avessero permesso di partecipare al tavolo delle trattative – dice Silvestro Diodoro, vice presidente dell’Ance – avremmo potuto concordare condizioni migliori”. L’Ance si rivolge quindi alla Camera di commercio, che recentemente ha annunciato di avere a disposizione un milione di euro da destinare all’abbattimento degli interessi sul factoring, chiedendo di accelerare le procedure. “Le imprese hanno bisogno di certezze – conclude Di Eleuterio – lo strumento del factoring deve essere esteso almeno ai Comuni più importanti della provincia. Le imprese non possono più tollerare una Pubblica amministrazione lenta e macchinosa. Gli uffici tecnici della Provincia e dei Comuni comincino a dialogare per il bene di tutto il settore produttivo teramano”.

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