Per giocare il torneo "ristrutturano" il campetto dello Smeraldo

TERAMO – Hanno scelto il "campetto" dello Smeraldo per organizzare il 1° Torneo antirazzista, forse con una dose di ottimismo maggiore di quella che loro stessi pensavano necessaria. In concreto, i ragazzi del Gruppo antifascista ce dal 26 settembre al 1° ottobre si contenderanno a calcetto il particolare e originale trofeo, hanno dovuto sudare più di sette camice per avere un luogo decente dove poter giocare. Perchè quello che hanno trovato in questo angolo di parco fluviale, tra i più frequentati soprattutto dai più giovani, appartiene a quelle scene da post seconda guerra mondiale, dove l’abbandono improvviso di posti una volta abitati lascia spazio alla sporcizia, al degrado, all’assoluta mancanza di igiene e soprattutto cura della pubblica proprietà. Perchè il campetto dello Smeraldo non è un luogo abbandonato: lo è da parte di chi deve occuparsi della manutenzione, il Comune, ma non dalla gente. Che però è costretta a usufruire di questo spazio in queste condizioni. O, peggio, a subire questa condizione. I giovani del Torneo antirazzista, approfittando della necessità, hanno voluto dimostrare come si può mettere a posto questo luogo e renderlo vivibile, almeno praticabile. Hanno messo mano agli spogliatoi, si sono corciati le maniche e hanno lavorato di gomito. Alcune foto della nostra galleria dimostrano il prima e il dopo. Ma non si sono fermati a usare scope, spugne, stracci e prodotti igienici. Hanno anche aggiustato, ripittato, perfino decorato e rimesso in uso la caldaia. Senza chiedere una lira, tutto con fondi propri. Un bel gesto di educazione civica. Speriamo che il paradosso non colpisca: sarebbe clamoroso che il Comune chiedesse conto di questa ingerenza non autorizzata…

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