TERAMO – Evocare via Acca Larenzia significa riportare la mente non soltanto all’uccisione di tre giovani romani a distanza di poche ore gli uni dall’altro, ma anche ricordare il pesante clima degli anni di piombo. Anni che possono avere un riflesso nella nostra città, a giudicare dal tam-tam su Internet che accompagna la presentazione del libro "Acca Larenzia, quello che non è stato mai detto", di Luca Valentinotti e Valerio Cutinilli, in programma a piazza Dante venerdì alle 19. Ovvero quello che non ci vorrebbe in una città che, dopo gli scontri di piazza dello scorso anno e la famosa ordinanza prefettizia che istituiva la cosiddetta "zona rossa", sembra avviata verso la riconquista di una relativa tranquillità. Che il clima sia caldissimo attorno alla prevista celebrazione del ricordo dell’eccidio al Tuscolano dei tre giovani iscritti al Fronte della Gioventù, il 7 gennaio 1978, lo fa intendere anche la nota che Azione Antifascista di Teramo ha diffuso alla stampa per chiedere la punizione secondo la legge del ricorso a simbologie, quali la croce celtica, «bandita dalla Legge Mancino» che è esposta sulla locandina che gira su Facebook. Nella nota, Azione Antifascista anticipa iniziative per impedire che la manifestazione si tenga. Al momento, nessuna richiesta di autorizzazione a svolgere l’evento è stata presentata in questura, anche se potrebbe trattarsi di una riunione in un luogo privato.
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