Gli alunni timbrano il cartellino, i prof usano l'iPad

TERAMO – Dopo aver dotato gli studenti di badge, o cartellino elettronico, per registrare orari di ingresso e uscita,il preside dell’Istituto tecnico per programmatori Pascal, Piero Natale, è intenzionato  a continuare la sua rivoluzione tecnologica, fornendo un iPad ad ogni professore. Così, dopo aver liberato i collaboratori scolastici dall’incombente compito di registrare orari e preparare fogli di giustificazioni, la scuola più tecnologica d’Abruzzo si prepara a mandare in pensione anche il vecchio e polveroso registro di classe. Il cartellino elettronico è già realtà: dopo un periodo di sperimentazione, da sabato, tutti gli alunni delle classi terze ne hanno avuto uno in dotazione. Come gli impiegati pubblici dovranno portarlo sempre con sé. Il totem non farà errori ma neanche sconti sugli orari di entrata, così sarà impossibile tentare di imbrogliare ma anche di contestare. In compenso si potrà tenere sempre sott’occhio la situazione complessiva di ritardi ed assenze, in modo da evitare il rischio di perdere crediti preziosi. Per ora il badge è stato fornito a circa 400 alunni, in seguito si conta di estenderlo a tutta la scuola. “Grazie al totem – spiega Natale – i ragazzi saranno anche in grado di ottenere alcuni certificati utili, senza dover passare in segreteria. Non si tratta di un modo per aumentare i controlli, ma per fornire maggiori garanzie per tutti”. Intanto il preside pensa ad un’altra innovazione: il registro elettronico, una specie di iPad che verrà consegnato ad ogni professore, per annotare voti, presenze, eventuali note e anche gli argomenti trattati a lezione. Il passo successivo sarà quello di mettere tutte queste informazioni in rete, a disposizione di studenti e genitori: con un’apposita password ognuno potrà accedere al proprio profilo. Per realizzare tutto questo la scuola si sta dotando di un sistema wi-fi e si cercano sponsor. “Tra tre anni – conclude Natale – speriamo di riuscire a realizzare anche quest’altra innovazione. D’altronde siamo una scuola che forma programmatori e dobbiamo sperimentare”.

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