Melania, il fratello Michele: «Da Salvatore mi aspetto di tutto, non deve vedere la figlia»

TERAMO – «Per quello che ho sentito e per quello che lui ha fatto, da Salvatore mi posso aspettare di tutto”. Non usa mezzi termini, Michele Rea, il fratello di Melania la mamma 29enne di Somma Vesuviana (Napoli) uccisa a coltellate nel bosco di Ripe di Civitella lo scorso 18 aprile. «Inutile negarlo – ha detto ai cronisti riuniti all’esterno della Procura, oggi durante l’audizione della madre dinanzi ai pm teramani -, ha detto bugie in un momento cosi’ particolare e tragico, dunque mi posso aspettare che possa aver fatto di tutto. Cosa mi ha fatto piu’ male? Tutto mi ha fatto male – ha aggiunto Michele Rea – In quel momento mi era sembrato freddo e avevo pensato che ognuno reagisce a suo modo: pensando a ritroso, che dovesse invece nascondere tutte quelle cose poi ti fai un quadro della situazione diverso». E a chi gli chiede se potesse parlargli, cosa chiederebbe al cognato detenuto perche’ unico indagato del delitto, Michele risponde: «Che c’e’ da dire? Puoi chiedergli di confessare, di dire come stanno le cose. Confessare puo’ dire tutto, puo’ dire cosa sa, che e’ stato lui, chi e’ stato, l’importante e’ che dica la verita». E poi rincara la dose, a sugellare l’ormai definitivo distacco dal cognato: «Ripeto, a mio parere non deve vedere la figlia. Io non so cosa Salvatore ha fatto e cosa sia in grado di fare, per questo non ritengo che debba vedere la piccola. Saranno altri ad assumersi la responsabilità di questa decisione».

La madre a colloquio con i pm per quasi 4 ore. E’ uscita poco prima delle 14.30, abbracciata al marito Giuseppe, dopo quattro ore di colloquio con i magistrati del pool teramano che indagano sul delitto della figlia. Vittoria Garofalo, la mamma di Melania Rea, è sembrata visibilmente provata dalla mattinata e dal rievocare gli ultimi contatti con la figlia prima del suo assassinio. Ha pronunciato soltanto un «sono stanca» e si è lasciata andare in un pianto liberatorio, accanto al figlio Michele e al cognato Gennaro. «Per noi è sempre un dolore tornare in questi posti dove prima facevamo dei bei viaggi perchè venivamo a trovare Melania in vita – ha detto il fratello della vittima, Michele -». I Rea hanno fatto rotta verso Somma Vesuviana, senza recarsi al bosco di Ripe di Civitella dove lo scorso 20 aprile fu ritrovato il cadavere di Melania, uccisa a coltellate: «E’ stata una giornata molto impegnativa e dolorosa – ha detto sempre Michele -. Con calma ci andremo da soli». Quanto al contenuto del colloquio con i pubblici ministeri Davide Rosati e Greta Aloisi, dinanzi ai quali Vittoria Garofalo ha parlato per la prima volta, c’è massimo riserbo anche dell’avvocato di parte civile, Mauro Gionni. Il solo Michele Rea ha ipotizzato quanto la madre ha potuto e dovuto riferire ai magistrati, soprattutto riconfermare quanto si erano dette lei e Melania al telefono poco prima che la mamma 29enne scomparisse: «L’ultima telefonata la conosciamo tutti, Melania dice che va tutto bene, "dopo andiamo a fare passeggiata a San Marco con Vittoria"». Ma per la procura Melania a San Marco non c’è arrivata mai, perchè è morta prima.

Domenica il compleanno della figlia: «Salvatore non la deve vedere». Domenica la famiglia Rea ha organizzato una piccola festa: è il compleanno della figlia di Melania e Salvatore Parolisi, che compie due anni. «Sarà una giornata difficilisima – ha commentato Michele Rea, il fratello della vittima -. Perchè è difficile conciliare il dolore per Melania che non c’è più e la gioia del ricordo della nascita di mia nipote. Proveremo a farlo, regalandole questa festa». Ma qual è il parere della famiglia della vittima sulla richiesta di Salvatore di incontrare la figlia: «Il mio parere è no – replica seccamente Michele -. Saranno gli altri poi a prendersi la responsabilità di questa decisione, ci sono gli organi istituzionali. Io non so cosa Salvatore abbia fatto e cosa sia in grado di fare…». Per l’avvocato di parte civile, Mauro  Gionni, si tratta di una «operazione le cui modalità vanno valutate attentamente. Tenendo presente soprattutto una cosa: la piccola sente il padre al telefono e la mamma no. Non c’è telefono o colloquio che possa risolvere questo questo problema. La presenza del padre la bimba la percepisce, mi preoccupo di più che non può invece sentire la mamma». Ma Salvatore ha mai provato a scrivere dal carcere ai parenti di Melania? «Che mi risulti – rivela Michele, smentendo articoli di stampa pubblicati di recente – alla famiglia Rea o a Vittoria no».

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