Teramo? Un "paese" dove ad Armani non piace giocare. Insorgono sindaco e società

TERAMO – Teramo come un paesello da prendere a paragone negativo con… Atene, per definire la Lega di pallacanestro come un insieme di piccole realtà di poco conto. La definizione è di Giorgio Armani, sponsor e patron della squadra di basket di Milano, ma l’ha riferita, in una intervista pubblicata questa mattina dal Corriere dello sport, Jordi Bertomeu, commissioner di Eurolega. Armani avrebbe detto che "vuole giocare ad Atene non a Teramo" e ha parlato della Seria A italiana come una “Lega di paesi” da 30mila abitanti. Per la verità, almeno in questo negativo spot per la nostra città, Teramo è in buona compagnia perchè la stessa Siena pluricampione d’Italia, è definita una squadra di paese. Tutto parte da una intervista pubblicata giorni fa sul quotidiano spagnolo El Mundo, dove Bertomeu ha rivolto interessanti critiche ad alcuni campionati continentali tra cui quello italiano e a proposito di Milano ha detto: “Il suo sponsor, Armani, è stato chiaro con me: “Io non metto soldi per giocare a Teramo”.  “Lui – prosegue Bertomeu – vuole giocare ad Atene, a Berlino, lì dove vende… Io lo dico da tempo alle varie leghe nazionali che devono ridurre il numero delle squadre: avere 18 club non ha senso”. Dichiarazioni che non sono certo piaciute alla comunità teramana e ai tifosi. E forse nemmeno al sindaco Maurizio Brucchi, che questa mattina ha letto l’articolo del quotidiano sportivo nazionale e ha sentito telefonicamente i vertici del sodalizio cestistico teramano di via De Albentiis.

La reazione del sindaco: «Armani può rimanere a Milano»
E’ secca la replica del sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi alla vicenda: «Per me Armani può tranquillamente rimanere a Milano. Ritengo offensive, se veramente pronunciate, le parole del proprietario della squadra di Milano; offensive per il Teramo Basket che, con sforzi e impegno, sostiene una attività sportiva seguita con passione e affetto da migliaia di cittadini e tifosi, e offensive per la città di Teramo tutta, trattata con una superbia non lontana dal razzismo e da pregiudizi non degni di un professionista affermato come lui…». Brucchi si dichiara sorpreso dalle parole pubblicate sul quotidiano sportivo ma è deciso nella sua reazione: «Suggerisco al signor Armani, se ha veramente affermato quello che abbiamo letto, di sfogarsi con il suo staff se prova frustrazione perchè spende soldi a Milano senza riuscire ad ottenere i risultati che invece ottiene una città di circa 55.000 abitanti come Siena. Teramo continuerà, con fierezza – ha concluso il sindaco – a giocare e a confrontarsi sportivamente contro tutte le squadre di serie A, da quelle delle metropoli a quelle di provincia; perché è così che vince, sempre, lo sport».

Pellecchia: «Stento a credere che abbia detto quelle cose»
«Premesso che sono orgoglioso ed onorato di rappresentare la Teramo Basket, che milita in serie A ormai da nove anni. Stento a credere che una persona qualificata come Giorgio Armani abbia potuto fare certe affermazioni. Ma se rispondesse al vero ne sarei veramente mortificato»: è questa la reazione di uno dei proprietari del Teramo Basket, Lino Pellecchia. «La Teramo basket – ha aggiunto Pellecchia – continuerà ad onorare la pallacanestro abruzzese, misurandosi con tutte le realtà che militano in serie A, compresa Milano».

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