TERAMO – Il centrosinistra attacca il Comune di Teramo sulle nomine di dirigenti a tempo determinato. “Secondo noi – afferma il capogruppo del Pd Giovanni Cavallari – l’attuale situazione è in contrasto con il famoso decreto Brunetta, che, in sostanza, prevede l’affidamento di incarichi esterni solo per l’8% dei dirigenti. A Teramo quindi ce ne dovrebbe essere uno solo, invece ce ne sono due”. Secondo il centrosinistra quindi la nomina del dirigente all’Urbanistica potrebbe risultare illegittima, visto che già è presente un dirigente a tempo determinato nel settore Pubblica istruzione, nel primo caso, poi la situazione sarebbe anche peggiore, perché si tratta di un incarico dato ad un esterno, mentre nel caso della Pubblica istruzione si tratta di un funzionario che è stato promosso a dirigente. Il centrosinistra vuole vederci chiaro e approfondire la questione. “Se si configurerà la presenza di un danno erariale – spiega Cavallari – l’opposizione, in blocco, si rivolgerà alla Corte dei Conti”. Tutti i membri del centrosinistra tengono a precisare che non si tratta di un attacco alle persone in oggetto, ma solo di una dovuta verifica, visto anche lo stato delle casse comunali. “Un dirigente – continua Cavallari – costa ben 130 mila euro annui”. Il consigliere del Pd Gianguido D’Alberto auspica una riduzione degli incarichi fiduciari. “Bisogna tornare a fare concorsi pubblici – dice – servono tecnici competenti non legati alla politica”. Anche Sandro Santacroce (Rifondazione comunista) è dello stesso parere. “E’ antistorico – chiosa – continuare ad insistere con i rapporti fiduciari, sia Bassanini che Brunetta hanno spinto verso la separazione tra dirigenti e politici, ma a Teramo si continua ad agire nel verso opposto”.
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